Protesta del deputato Giachetti al Parlamento: un’azione eclatante per la Commissione Vigilanza Rai
Roma, 15 maggio 2026 – “Le manette, che sono legate allo scranno, le ho dovute comprare in un sexy shop perché in Italia le manette non si possono vendere”. Così il deputato Roberto Giachetti, che questa mattina si è incatenato al proprio banco della Camera per protestare “contro la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza”. “Io mi autosequestro in Aula: non mi muoverò da qui finché non avrò una risposta”, ha dichiarato il parlamentare ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecora’ di Rai Radio 1, riporta Attuale.
La risposta non è tardata ad arrivare. “La maggioranza di centrodestra nella Commissione Vigilanza Rai è sempre stata disponibile a discutere nel merito di ogni proposta. Su richiesta delle opposizioni nei mesi scorsi abbiamo audito l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore generale Roberto Sergio e il giornalista Sigfrido Ranucci. Abbiamo a cuore la salute dell’on. Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta, ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta (convocata per il 27 maggio) della Commissione di Vigilanza Rai”, hanno dichiarato i capigruppo della Commissione Vigilanza Rai: Francesco Filini (FdI), Roberto Rosso (Forza Italia), Giorgio Maria Bergesio (Lega) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).
Giachetti ha quindi deciso di sospendere la protesta, pur “sapendo perfettamente che una parte degli obiettivi non sono stati ancora raggiunti”. Tuttavia, ha aggiunto: “non posso non prendere atto di una disponibilità e di una decisione da parte della maggioranza che certamente va totalmente in controtendenza con quanto avvenuto finora”.
Il deputato di Italia Viva ha anche ringraziato “la presidente del Consiglio che oggi mi ha chiamato” e “alla quale ho spiegato le mie ragioni, che credo abbia compreso e che abbia facilitato una presa di posizione della maggioranza”. “Era preoccupata, come tutti gli altri, della mia salute, ma prima di occuparci della mia salute, dobbiamo occuparci della democrazia”, ha concluso.
Lo sciopero della sete e il pannolone
“Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, nessuno ha ritenuto di dover dare segnali, se non preoccuparsi per la mia salute”, aveva spiegato Giachetti nel suo intervento mattutino prima del gesto eclatante. “Invece di occuparsi della mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia. Ho quindi deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un impegno pubblico da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”.
“Sono passato a uno sciopero della sete visto che non sono arrivate risposte dopo l’inizio di quello della fame. Ora non prendo più niente, né cappuccini né acqua. Ho preso solo un cappuccino stamattina, poi un caffè e un bicchiere d’acqua alla buvette”, aveva dichiarato il deputato. “Spero non mi portino fuori con la forza, io non ho bisogno di fare show. Vorrei che arrivassero risposte politiche“, ha aggiunto.
La sua famiglia è stata informata di quanto sta avvenendo? “Sono un po’ preoccupati anche se sono abituati a questo tipo di proteste”. Alla domanda su come farà se dovesse andare al bagno, Giachetti aveva risposto: “Ho messo un pannolone, ho pensato a tutto. Non mi muovo da qui”.
L’incontro con il presidente Fontana
Alla Camera, i lavori parlamentari riprenderanno lunedì pomeriggio alle 18.30. Intanto è stato attivato il presidio medico, con ambulanza, e sono state accertate le condizioni mediche di Giachetti. Il presidente Lorenzo Fontana lo ha incontrato, esprimendo “la sua apprensione e sincera preoccupazione per il protrarsi dello sciopero della fame e della sete e l’auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione”. Fontana ha nuovamente sollecitato una soluzione per la Vigilanza Rai, ricordando il monito del presidente della Repubblica affinché la Commissione possa esercitare appieno i suoi compiti.