Trattative chiuse a sinistra, Schlein annuncia candidati: Fico svelato prima del M5s

07.09.2025 05:55
Trattative chiuse a sinistra, Schlein annuncia candidati: Fico svelato prima del M5s

Le regionali di autunno: il centrosinistra formalizza le candidature, il M5S accusa il colpo

Il Partito Democratico ha ufficializzato le candidature per le prossime regionali di autunno, segnando un importante passo nel contesto politico attuale. Il Movimento 5 Stelle, sebbene dispiaciuto per l’anticipazione del lancio di Roberto Fico a Napoli con Giuseppe Conte, non si è sentito offeso, comprendendo il contesto. Nel frattempo, il governatore pugliese Michele Emiliano ha espresso preoccupazioni riguardo alla sua leadership, messa in discussione dopo le recenti vicende giudiziarie, e sembra pronto a passare il testimone a Antonio Decaro, il suo protetto, riporta Attuale.

La destra, al contempo, si trova in difficoltà per quanto riguarda la questione del Veneto, il cui destino è probabile che venga rimandato dopo le elezioni delle Marche del 28 e 29 settembre, dove Francesco Acquaroli spera di ottenere un secondo mandato. Una sconfitta potrebbe aprire la strada a nuove dinamiche di successione in Veneto. A trarre vantaggio dalla situazione è Conte, che ha ottenuto candidature strategiche per Fico in Campania e quella inattesa di Pasquale Tridico in Calabria, oltre a consolidare un ruolo chiave all’interno della leadership del Pd di Elly Schlein, che potrebbe presentarsi come sfidante alle prossime primarie.

Il centrosinistra ha quindi gestito con successo le nomination, una vera e propria prova di forza. La segretaria Schlein esce da questa fase con riconoscimenti per la sua “unità testardamente” mantenuta all’interno della coalizione, anche se a scapito di alcune tensioni locali. Tuttavia, le candidature rivelano che non è il Pd bajo schleiniano il vero dominatore: Matteo Ricci nelle Marche, Eugenio Giani in Toscana e Antonio Decaro in Puglia sono tutti rappresentanti di aree riformiste. In Campania, Fico sostituisce Vincenzo De Luca, ma quest’ultimo mantiene una forte influenza locale, ottenendo posizioni di potere per il figlio, Piero.

L’uscita di Emiliano da questa competizione sembra confermare il suo compromesso con dinamiche che lo hanno coinvolto in problematiche legali. Con l’orizzonte di dover lasciare il passo a Decaro, si prospetta un suo ritiro politico, mentre Conte continua a raccogliere successi, compresa la candidatura di Tridico in Calabria, una figura certamente competitiva, nonostante le manovre che lo hanno visto operare in un contesto di difficile visibilità per alcuni candidati locali.

Resta da capire se la prova di unità del centrosinistra a livello locale possa tradursi in risultati positivi a livello nazionale. La coalizione progressista parte con vantaggi storici, considerando che le uniche regioni in bilico rimangono le Marche e la Calabria, entrambe sotto l’amministrazione del centrodestra. In questo scenario, Palazzo Chigi valuta di attendere il risultato elettorale delle Marche: una sconfitta per il partito della premier potrebbe legittimare richieste di controllo del Veneto alla Lega, permettendo una possibile condivisione di responsabilità con il governatore uscente Luca Zaia.

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