Proteste in Francia contro i tagli alla spesa pubblica e il nuovo governo

21.09.2025 11:55
Proteste in Francia contro i tagli alla spesa pubblica e il nuovo governo

Proteste in Francia contro i tagli alla spesa pubblica: le mobilitazioni del 10 e 18 settembre

Il 10 e il 18 settembre 2025, città in tutta la Francia hanno assistito a imponenti manifestazioni e scioperi contro i tagli alla spesa pubblica previsti nella nuova proposta di legge di bilancio, che ha già provocato la caduta del governo di François Bayrou. Il suo successore, Sébastien Lecornu, non ha ancora presentato un piano alternativo, alimentando preoccupazioni su una possibile continuità nelle politiche di austerità, riporta Attuale.

Secondo le centinaia di migliaia di partecipanti alle mobilitazioni, il governo chiede sacrifici a chi ha meno, preferendo indebolire il sistema di welfare anziché tassare le fasce più abbienti. La prima legge di bilancio presentata da Bayrou, ad esempio, includeva misure drastiche come l’eliminazione di due giorni festivi e il blocco dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione per un anno, colpendo duro i ceti più deboli. In contrasto, la spesa per la difesa è rimasta invariata, unico settore esente da tagli.

La Francia vanta uno dei sistemi di welfare più generosi d’Europa, ma questo comporta costi ingenti. Il sistema pensionistico, in particolare, ha visto il suo peso sul PIL raddoppiare negli ultimi quarant’anni e continuerà a crescere senza significative riforme. Le politiche di welfare, molto apprezzate dalla popolazione, avevano già scatenato proteste nel 2023 quando Macron ha imposto una riforma delle pensioni, aumentando l’età pensionabile da 62 a 64 anni. Nonostante i problemi legati a un deficit elevato, i principali partiti di opposizione chiedono la revisione o l’abrogazione di tale riforma, accettata solo a malincuore da una parte della popolazione.

I manifestanti sollecitano il governo a non compromettere ulteriormente il welfare a scapito delle classi meno abbienti, in un contesto dove il costo della vita è aumentato, accentuando le disuguaglianze economiche. Secondo un articolo recentemente pubblicato da Le Monde, i numeri evidenziano una crisi simile a quella di altri paesi europei, tra cui l’Italia.

A dispetto di alcuni indicatori positivi, come un’inflazione scesa allo 0,9% ad agosto e un incremento dei salari di oltre il 2% nell’ultimo anno, le tariffe all’ingrosso di vitto e alloggio continuano a gravare pesantemente sulle finanze familiari. Philippe Aurain della Banque Postale ha sottolineato che, seppur il reddito nazionale disponibile è aumentato dell’8% rispetto al 2019, il beneficio è ridotto per le famiglie, a causa dell’incremento del numero di nuclei familiari.

Inoltre, nonostante una disoccupazione in calo al 7,5%, il tasso di povertà è in crescita, così come i casi di debitorie eccessive, con un incremento significativo nei dati relativi al 2023 e al 2024. Fabrice Lenglart dell’INSEE ha evidenziato che il reddito per il segmento più vulnerabile della popolazione è aumentato molto lentamente, mentre i profitti provenienti da operazioni finanziarie sono aumentati più rapidamente.

La divergenza tra le crescenti entrate da lavoro e quelle finanziarie ha amplificato il gap economico, portando a un significativo aumento delle disuguaglianze. Secondo il rapporto della Banque Postale, nel 2023 le famiglie più povere hanno visto una contrazione del 1%, mentre le più ricche hanno goduto di un incremento del 2.1%. Inoltre, le spese fisse per le famiglie sono aumentate, occupando una porzione crescente del bilancio familiare.

Con queste dinamiche economiche in corso, le proteste in Francia sembrano destinate a continuare fino a quando le rivendicazioni dei manifestanti non verranno ascoltate.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere