Gratteri: politici non tollerano il controllo di legalità sulla giustizia italiana

31.10.2025 10:05
Gratteri: politici non tollerano il controllo di legalità sulla giustizia italiana

Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso la sua contrarietà alla separazione delle carriere dei magistrati, evidenziando che, in realtà, tale separazione esiste già. «Nell’ultimo periodo, solo lo 0,0036% dei magistrati ha cambiato ruolo, passando a quello di pm o viceversa, in una diversa regione», ha dichiarato in un’intervista al Fatto Quotidiano. Gratteri ha messo in guardia contro i rischi di una riforma che potrebbe sottoporre il pubblico ministero alla politica, influenzando le decisioni sui reati da perseguire, riporta Attuale.

La durata dei processi e il carcere

«I problemi principali della giustizia in Italia riguardano la durata dei processi e il carcere come spazio di pena. La separazione delle carriere non incide su questi aspetti», ha aggiunto Gratteri. Rispondendo alle affermazioni del governo secondo cui fare campagna referendaria sui magistrati sarebbe borderline rispetto alla costituzionalità, Gratteri ha espresso stupore per l’atteggiamento del viceministro Sisto: «Mi sorprende che un uomo di legge voglia limitare diritti fondamentali come la libertà di pensiero e di espressione, che già subiscono restrizioni per legge o normativa del Csm».

La separazione delle carriere

Gratteri ha sottolineato che chi promuove la separazione delle carriere come soluzione non considera la vita quotidiana dei cittadini. «Non si tratta di un conflitto tra politica e magistratura, ma piuttosto di una crescente insofferenza al controllo di legalità che tutti i governi degli ultimi venti anni hanno mostrato, creando aree di impunità attraverso modifiche al Codice penale e introducendo misure che, seppur garantiste, causano ritardi nei processi», ha concluso. Rispondendo alla domanda su quali iniziative intraprenderà per il No, ha affermato che intende parlare alla gente della legalità, «ovviamente con il mio stilo e il mio vocabolario».

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