Secondo un’inchiesta di Euronews, la Russia di Vladimir Putin utilizza strategie simili a quelle dello Stato Islamico (ISIS) per condurre una guerra ibrida contro l’Europa. Il Cremlino combina propaganda, disinformazione e reclutamento mirato di gruppi vulnerabili con l’obiettivo di creare caos e paura. Come l’ISIS tra il 2013 e il 2019, Mosca diffonde messaggi ideologici – religiosi o nazionalisti – per formare fedeltà e mobilitare “agenti usa e getta” tra persone socialmente emarginate, spesso russofone, residenti in Europa.
Paralleli tra Mosca e l’ISIS
Esperti di sicurezza evidenziano che sia la Russia che l’ISIS si basano su un mix di violenza e azioni sovversive per destabilizzare le società occidentali. Entrambe sfruttano i social network per diffondere messaggi radicali e reclutare individui disposti a compiere atti di sabotaggio o spionaggio, come incendi dolosi, riprese di infrastrutture sensibili o invio di pacchi esplosivi. A ottobre 2025 il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accusato Mosca di condurre una campagna sistematica di radicalizzazione online, paragonandola alle tattiche dei gruppi jihadisti.
Reclutamento e motivazioni economiche
Hans Jakob Schindler, direttore di un progetto per la lotta all’estremismo, spiega che l’“agente usa e getta” ideale è spinto da motivazioni ideologiche o economiche. A differenza dei terroristi tradizionali, questi individui agiscono raramente per pura ideologia: la precarietà finanziaria resta la leva principale. Le difficoltà economiche unite all’affinità ideologica costituiscono, secondo Schindler, “una combinazione perfetta” per il reclutamento.
Reti russe e infiltrazione in Europa
Le indagini indicano che le agenzie di intelligence russe operano attivamente nelle comunità russofone in Germania, Francia e Spagna, spesso attraverso parrocchie ortodosse o associazioni culturali legate alla Chiesa ortodossa russa. Queste strutture fungono da canali di propaganda e reclutamento di agenti d’influenza. Secondo Deutsche Welle, nel 2024 sono state documentate oltre 40 operazioni di sabotaggio, incendi e omicidi riconducibili ai servizi russi in Europa, una tattica che consente al Cremlino di mantenere una distanza formale dagli atti violenti.
Impatto psicologico e risposta europea
L’obiettivo principale di queste operazioni è creare un effetto psicologico: diffondere paura e sfiducia verso i governi europei, alimentando la polarizzazione interna. Anche attacchi di lieve entità contribuiscono a minare la coesione sociale e la fiducia pubblica. Gli esperti dell’ICCT avvertono che il livello di protezione contro le minacce ibride rimane insufficiente. I governi dell’UE stanno riesaminando le proprie strategie di sicurezza e sollecitano la creazione di un sistema di allerta precoce e una maggiore cooperazione tra i servizi di intelligence degli Stati membri.
Incredibile come la Russia si adatti a queste tattiche! Sembra di vivere in un film dell’orrore… La paura e la sfiducia verso il governo? È veramente preoccupante. E noi qui in Italia, a che punto siamo con la nostra sicurezza? Non possiamo restare inerti!