Suicidio assistito in Germania: la sentenza della Corte Costituzionale del 2020 e la morte delle gemelle Kessler

17.11.2025 18:28
Suicidio assistito in Germania: la sentenza della Corte Costituzionale del 2020 e la morte delle gemelle Kessler

Le Gemelle Kessler e il Suicidio Assistito: Un Caso Complesso in Germania e Italia

La morte simultanea di Alice ed Ellen Kessler nel novembre 2025 ha riacceso il dibattito sul suicidio assistito, una questione delicata che coinvolge diritti umani e leggi nazionali. Secondo le prime ipotesi, il suicidio assistito potrebbe essere una delle cause, anche se queste non sono state confermate e la pratica è regolata da normative rigorose. La «dolce morte» è infatti consentita in Germania, previa l’applicazione di criteri stabiliti dalla Corte Costituzionale nel 2020, che risulta più permissiva rispetto ad altri Paesi, inclusa l’Italia, riporta Attuale.

Il 26 febbraio 2020, la Corte Costituzionale tedesca aveva stabilito che ogni individuo ha il diritto di autodeterminarsi nella scelta di porre fine alla propria vita, potendo richiedere assistenza, a condizione che la decisione sia autonoma e responsabile. La sentenza ha ampliato le possibilità per chi soffre di malattie mentali, non limitando il diritto all’autodeterminazione solo a chi si trova in condizioni terminali o vive dolori insopportabili.

Nonostante ciò, la legge tedesca prevede limiti rigorosi. L’ eutanasia attiva, ovvero l’atto di somministrare attivamente un farmaco letale, è vietata e punibile con la reclusione fino a cinque anni. Tuttavia, l’eutanasia passiva è permessa: un malato può richiedere di interrompere le cure che lo tengono in vita, purché questa richiesta sia documentata. Nella pratica del suicidio assistito, è richiesto che l’individuo sia in grado di assumere autonomamente il farmaco letale.

In Italia, il dibattito sulla regolamentazione del suicidio assistito è in corso da anni. Di recente, la Corte Costituzionale ha depenalizzato il reato di induzione al suicidio in specifiche condizioni, stabilendo che il paziente deve soffrire di una malattia irreversibile e infliggere sofferenze significative, esprimendo chiaramente la volontà di morire e dovendo essere in grado di somministrarsi il farmaco mortale.

Il dibattito è ulteriormente complicato dalla mancanza di protocolli legislativi chiari, nonostante due proposte di legge siano state presentate al Bundestag nel 2023, senza però tradursi in normative definitive. Resta da vedere come evolverà la situazione sia in Germania che in Italia, dove il tema del suicidio assistito continua a suscitare forti emozioni e posizioni divergenti nella società civile e tra i legislatori.

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