Omicidio di Sofia Stefani: ergastolo per Gualandi, ex comandante di polizia, che ha sparato intenzionalmente al volto

21.11.2025 05:55
Omicidio di Sofia Stefani: ergastolo per Gualandi, ex comandante di polizia, che ha sparato intenzionalmente al volto

Giustizia per Sofia Stefani: ergastolo per Giampiero Gualandi

Giampiero Gualandi, ex comandante della polizia locale, è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise di Bologna per l’omicidio volontario di Sofia Stefani, avvenuto a Anzola dell’Emilia il 16 maggio 2024. Gualandi ha ucciso Stefani con un colpo di pistola al volto, agendo con premeditazione, riporta Attuale.

La sentenza è stata accolta con reazioni emotive dai genitori della vittima, il cui pianto è stato descritto come liberatorio. “È stata fatta giustizia per lei”, ha dichiarato Angela Querzé, madre di Sofia, sottolineando come la società debba riflettere sulla gravità di simili omicidi.

Bruno, il padre della vittima, ha confermato il dolore della perdita, affermando che il lutto prosegue e proseguirà per tutta la vita. La Corte, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, ha preso questa decisione dopo sei ore di camera di consiglio, confermando l’accusa della Procura e riconoscendo il legame affettivo come aggravante, mentre sono stati respinti i motivi futili presentati dalla difesa.

Gualandi, 64 anni, aveva allacciato una relazione con Stefani, ma la sua moglie aveva scoperto l’infedeltà il 30 aprile scorso, portando a un’escalation di eventi fatali. Messaggi recuperati dal telefonino di Sofia hanno dimostrato che la relazione era continuata fino al giorno dell’omicidio, mentre la vittima stava cercando di rivelare la verità alla moglie di Gualandi, con un dossier di prove a sostegno della sua causa.

La Procura ha descritto la manipolazione subita da Stefani come “feroce”, evidenziando come Gualandi avesse sfruttato la vulnerabilità della donna promettendo un futuro professionale che, secondo i testimoni, era infondato. La madre di Sofia ha avvertito di una grave manipolazione avvenuta nei mesi precedenti all’omicidio, dichiarando tristemente che “quel castello di bugie è caduto”.

La Corte ha stabilito che Gualandi sarà sottoposto a libertà vigilata, a pena espiata, per almeno tre anni, e sarà interdetto dai pubblici uffici in perpetuo. Inoltre, gli è stato imposto di risarcire i genitori di Sofia con 600.000 euro ciascuno, 500.000 euro al fidanzato, Stefano Guidotti, e 30.000 euro al Comune di Anzola.

Durante la lettura della sentenza, Gualandi ha mantenuto lo sguardo fisso sul presidente della Corte, sostenendo ancora la sua innocenza attraverso i suoi avvocati, Claudio Benenati e Lorenzo Valgimigli, i quali hanno annunciato che faranno appello contro la decisione.

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