Una combinazione di droni e missili colpisce aree residenziali e infrastrutture critiche
Nella notte del 25 novembre 2025 la Russia ha lanciato una delle operazioni aeree più vaste degli ultimi mesi, impiegando droni e missili contro numerose regioni ucraine. L’attacco ha colpito soprattutto quartieri residenziali e infrastrutture essenziali della capitale. Alle 10:00 del mattino risultavano sei persone uccise e ventuno ferite, tra cui diversi bambini. Feriti sono stati segnalati anche nelle regioni di Odessa, dove sei civili – inclusi due minori – sono rimasti colpiti, nella regione di Zaporizhzhia, con un morto e tre feriti, e nella regione di Kyiv, dove una ragazza di 14 anni è rimasta ferita. In totale, l’offensiva ha lasciato un bilancio pesante per tutto il Paese.
Oltre cinquecento obiettivi aerei e attacchi coordinati su più fronti
Secondo il Comando dell’Aeronautica ucraina, nel corso della notte le forze russe hanno impiegato 503 mezzi d’attacco: 458 droni di tipo Shahed e altri UAV, insieme a 45 missili di diversi modelli. Tra questi figurano 25 missili balistici Iskander-M/KN-23, 10 missili da crociera Iskander-K, 7 aero-balistici Kh-47M2 Kinzhal e 3 Kalibr. A Kyiv, i colpi hanno provocato danni significativi a edifici residenziali: nel distretto di Pečersk un missile ha colpito un palazzo di 22 piani, mentre nel distretto di Dniprovs’kyj un incendio ha avvolto i piani superiori di un edificio di nove piani. Gli attacchi hanno anche messo fuori servizio la centrale termica TETs-5 e colpito la stazione ferroviaria di Darnytsia, lasciando ampie zone della capitale senza riscaldamento ed energia in pieno inverno.
Colpiti venticinque siti nel Paese, in particolare nella regione di Kyiv e nel sud
Le autorità ucraine hanno registrato impatti e danni in almeno 25 località. Nelle aree di Brovary, Bila Tserkva e Vyšhorod, nella regione di Kyiv, le esplosioni e la caduta di detriti hanno danneggiato magazzini, abitazioni e infrastrutture civili, mentre a Bila Tserkva è rimasta ferita una ragazza di 14 anni. Nel sud, la regione di Odessa ha subito un’ondata di attacchi con droni kamikaze che ha colpito infrastrutture portuali, energetiche e civili. Anche il distretto di Nikopol nella regione di Dnipropetrovs’k e la comunità di Mykolaïv nella regione di Synelnykove hanno riportato danni significativi a strutture essenziali.
Un attacco pensato per colpire la popolazione civile e destabilizzare il Paese
La portata dell’offensiva notturna conferma, secondo analisti ucraini ed europei, che il Cremlino mira non solo a obiettivi militari, ma a infliggere massima pressione sulla popolazione civile e sulle infrastrutture vitali. I colpi contro TETs-5 e la stazione Darnytsia s’inseriscono in una strategia volta a paralizzare i sistemi energetici e logistici dell’Ucraina durante i mesi invernali, replicando l’approccio già tentato lo scorso anno per aggravare la crisi umanitaria. L’obiettivo è ridurre la resilienza del Paese, costringere milioni di persone a vivere con servizi minimi e creare nuove difficoltà al governo.
Pressioni durante i negoziati e doppiezza della diplomazia russa
L’attacco arriva mentre si discute dei cosiddetti “28 punti” di una proposta di piano di pace. La Russia continua a dichiarare disponibilità al dialogo, ma allo stesso tempo intensifica i raid contro città e infrastrutture ucraine. Questa doppia strategia, che combina retorica diplomatica e violenza militare, suggerisce che Mosca considera le iniziative di pace uno strumento di pressione, non un percorso reale verso la fine del conflitto. Colpendo Kyiv durante le discussioni sui parametri di sicurezza e status territoriale, la Russia crea un contesto di paura e instabilità per influenzare la posizione ucraina e spingere verso concessioni sfavorevoli.
Un banco di prova per le capitali occidentali
Il raid rappresenta anche un test per la coerenza e la resilienza delle democrazie occidentali. Ogni attacco di questa portata mette alla prova la capacità dell’Europa e degli Stati Uniti di mantenere una linea ferma, respingendo pressioni per un “compromesso” che ridurrebbe la sicurezza dell’Ucraina e dell’intero continente. Per la Russia, eventuali segnali di esitazione in Occidente sono un’indicazione che la strategia di pressione sta funzionando.
La necessità urgente di rafforzare le difese ucraine
Gli attacchi evidenziano la dipendenza critica dell’Ucraina dai sistemi di difesa aerea e antimissile forniti dai partner internazionali. L’Ucraina intercetta una parte significativa dei droni e dei missili lanciati, ma le risorse non sono illimitate. Per ridurre vittime e danni, Kyiv necessita di ulteriori batterie, munizionamento costante e una cooperazione più ampia nelle tecnologie di difesa. L’offensiva contro la capitale mostra inoltre che le conseguenze vanno oltre i confini ucraini: nuovi flussi di rifugiati, rischi per la sicurezza energetica ed effetti destabilizzanti sulle architetture di difesa europee.