Colloquio tra Tajani e Rubio: Focus su Ucraina, Gaza e Venezuela
Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha avuto ieri un lungo colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, per discutere degli sforzi di mediazione in corso per la pace in Ucraina, della crisi a Gaza e della situazione in Venezuela, riporta Attuale.
Durante la conversazione, i due funzionari hanno evidenziato la situazione critica in Venezuela, dove Tajani ha sottolineato la condizione dei numerosi connazionali detenuti ingiustamente, tra cui Alberto Trentini. Il Governo italiano continua a lavorare attivamente per il loro rilascio, in coordinamento con gli interlocutori statunitensi, mentre Rubio ha confermato il sostegno degli Stati Uniti nel caso di Trentini e per tutti i detenuti politici.
Relativamente all’Ucraina, Tajani ha apprezzato l’impegno degli Stati Uniti per una pace giusta e duratura. Ha inoltre ribadito che l’Italia è pronta a contribuire in maniera costruttiva al processo di pace, enfatizzando l’importanza della sovranità ucraina e della sicurezza euro-atlantica.
Per quanto riguarda Gaza, il Ministro ha riaffermato il sostegno al Piano di Pace del Presidente Trump, auspicando un’immediata transizione alla sua seconda fase. Tajani ha evidenziato l’impegno italiano presso il Civil Military Coordination Center (CMCC) di Kiryat Gat per aumentare i flussi umanitari e ha confermato la disponibilità dei Carabinieri ad EUBAM Rafah ad assistere nella riapertura del valico, non appena le circostanze lo consentiranno. Inoltre, ha esposto la preoccupazione per l’emanazione crescente di violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, che potrebbe compromettere il successo del Piano di Pace.
Infine, Tajani e Rubio hanno trattato le situazioni in Libano, Siria e Libia, concordando sulla necessità di mantenere un coordinamento stretto su queste questioni.
Siamo sicuri che queste discussioni porteranno a qualcosa di positivo? La situazione in Venezuela è davvero tragica, ma la pace in Ucraina è altrettanto fondamentale. Speriamo che l’Italia faccia davvero la differenza, piuttosto che restare solo parole…