La perizia sul Dna di Sempio non è sufficiente per un cambio di rotta nel caso Yara

05.12.2025 02:15
La perizia sul Dna di Sempio non è sufficiente per un cambio di rotta nel caso Yara

Garlasco: il genetista forense Giorgio Portera analizza il caso Sempio e le nuove evidenze scientifiche

Il genetista forense Giorgio Portera ha fornito chiarimenti sul caso di Chiara Poggi, scomparsa nel 2007, evidenziando l’assenza di risposte definitive riguardo all’utilizzo dei test del DNA eseguiti in un precedente processo. La perizia recentemente condotta ha portato a conclusioni che suggeriscono una compatibilità significativa con la linea familiare dell’indagato Andrea Sempio, ma permane l’incertezza su come le tracce biologiche siano state ottenute e trattate, riporta Attuale.

Durante le sue dichiarazioni, Portera ha osservato che la perizia Albani ha cercato di superare le limitazioni della perizia De Stefano, realizzata nel 2014, che culminò nella condanna di Alberto Stasi a sedici anni di carcere. Con risorse biologiche limitate, la nuova analisi ha dovuto basarsi su calcoli biostatistici, senza chiarire se i testi del 2014 siano utilizzabili.

“La perizia non esclude la possibilità che la traccia biologica di Sempio, rinvenuta su due unghie della vittima, possa derivare da contaminazione,” ha affermato Portera. Ha anche sottolineato l’importanza di considerare una varietà di modalità di trasferimento del DNA, suggerendo che questo possa avvenire esclusivamente sulla scena del crimine. “Per me, la contaminazione implica qualsiasi cambiamento allo stato delle cose”, ha aggiunto, indicando che garantire l’integrità delle prove è cruciale durante le indagini.

Un aspetto rilevante del caso è la presenza del DNA di Sempio, miscelato con quello di un soggetto sconosciuto, mentre non sono state rinvenute tracce genetiche né di Alberto Stasi, né di membri della famiglia conviventi. Portera ha chiarito che un semplice lavaggio con acqua e sapone non elimina automaticamente il DNA, ma la sua persistenza dipende dalla quantità iniziale presente e dalle modalità di pulizia.

La perizia ha messo in evidenza un ampio spettro di possibilità per l’ottenimento delle tracce biologiche, enfatizzando che la scarsità di materiale cellulare rende difficile trarre conclusioni definitive. Portera ha concluso affermando che il futuro dell’iter giudiziario resta incerto, e la perizia Albani rappresenta solo uno degli indizi, necessitando di ulteriori prove per contribuire a una risoluzione chiara del caso.

Queste rivelazioni ripropongono interrogativi sulle modalità investigative e sull’affidabilità delle evidenze scientifiche, alimentando un dibattito su giustizia e metodologia negli omicidi irrisolti in Italia.

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