Roma, 18 dicembre 2025 – La manovra cambia ancora. È la premier, Giorgia Meloni, a scendere in campo in prima persona per annunciare l’ulteriore modifica al capitolo del maxi-emendamento con la stretta sui riscatti di laurea. È l’ultima mossa in una giornata in cui la maggioranza aveva mostrato vistose divisioni sulle nuove norme relative alle pensioni. Cambia anche l’emendamento sul contante: il tetto rimane di 5.000 euro e salta anche la misura sulla rivalutazione dell’oro da investimento, riporta Attuale.
Le pensioni
Il senatore leghista Claudio Borghi aveva aperto le ostilità annunciando un sub-emendamento alla norma che prevedeva di fatto il “dimezzamento” del riscatto della laurea ai fini della pensione. Il chiarimento politico, però, arriva direttamente dalla presidente del Consiglio: “Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l’attuale situazione”, afferma la premier, fissando un punto politico chiaro: “Qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro”. Meloni ribadisce che la norma non sarà retroattiva e i diritti acquisiti non saranno messi in discussione. In questo modo, la premier cerca di disinnescare le polemiche e apre alla correzione del testo, a condizione che ci si concentri sulle regole future.
Le polemiche sul Mef
I “burocrati del Mef” sono stati al centro delle critiche, accusati di aver introdotto le correzioni sulle pensioni. Armando Siri, consigliere economico del segretario Matteo Salvini, ha denunciato l’intervento non richiesto su un testo fondamentale. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha risposto duramente: “Avete riscritto la Manovra e con una sola mossa fate una stangata sulle pensioni che è un furto sia ai giovani che agli anziani ed è una vergogna”. Il Movimento 5 Stelle, attraverso il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli, ha ribadito che le nuove misure non sono un riordino tecnico, ma un prolungamento dei sacrifici sulle generazioni future, utili solo a dimostrare a Bruxelles che “la spesa è sotto controllo”. Secondo la Cgil, l’allungamento delle finestre pensionistiche fino a sei mesi dal 2035 significa che l’accesso alla pensione anticipata richiederà 44 anni e 2 mesi di contributi. Inoltre, con la “svalutazione selettiva e progressiva” del riscatto della laurea, si potrebbe arrivare a 46 anni e 9 mesi di contribuzione.
Corsa contro il tempo
Le votazioni in Commissione continuano con l’approvazione di circa sessanta emendamenti. Tra le novità, più tempo per i comuni per la presentazione dei piani finanziari sulla raccolta dei rifiuti e sulla Tari, e lo stop al blocco dei trasferimenti per gli enti locali inadempienti. Sono previsti 2,5 milioni di euro per le case colpite dal sisma nelle Marche e in Umbria. Sfuma l’ipotesi di innalzare la soglia dei pagamenti in contante da 5.000 a 10.000 euro, mentre l’emendamento relativo alla tassazione dell’oro non sembra destinato a procedere. L’attenzione si sposta sugli emendamenti sui condoni. Tuttavia, i tempi sono molto stretti: lunedì prossimo il testo approderà in Aula al Senato, seguito dal voto della Camera tra Natale e Capodanno. La discussione generale, con richiesta di fiducia, è prevista per domenica 28 alle 16:30 e la votazione finale martedì 30.