Referendum sulla giustizia: si voterà in due giorni, ma rimane il nodo della data

23.12.2025 06:55
Referendum sulla giustizia: si voterà in due giorni, ma rimane il nodo della data

Referendum sulla riforma della giustizia: in attesa della data ufficiale

Il referendum sulla riforma della giustizia si svolgerà in due giorni, domenica e lunedì, ma la data precisa rimane incerta, generando tensioni tra la maggioranza e l’opposizione, quest’ultima preoccupata per potenziali accelerazioni a favore del sì, come suggeriscono i recenti sondaggi, riporta Attuale.

Ieri, il Consiglio dei ministri ha deciso che il voto per approvare o respingere la riforma della giustizia proposta da Nordio, che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, si terrà domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha espresso soddisfazione per questa decisione, definendola “un’opportunità per la partecipazione democratica”. Tuttavia, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, ha avvertito che una modifica della data del referendum sarebbe “molto grave” e rappresenterebbe una compressione degli spazi democratici, data la già avvenuta approvazione in Parlamento della separazione delle carriere senza possibilità di discussione.

Il governo punta a tenere il referendum confermativo entro marzo, ma è cruciale rispettare il termine di tre mesi tra l’indizione e la realizzazione della consultazione. Poiché il Consiglio dei ministri di ieri non ha fornito una data, si attende il prossimo incontro del 29 dicembre, dopodiché la questione passerà al Quirinale per l’indizione formale, potendo quindi svolgersi tra marzo e aprile. Contestualmente, quindici cittadini, tra cui ex magistrati e avvocati, hanno presentato un nuovo quesito alla Corte di Cassazione, avviando una raccolta di 500mila firme necessarie per procedere, sollecitando anche il Comitato per il No al referendum.

Infine, il decreto relativo alle armi per l’Ucraina è stato escluso dall’ordine del giorno del precedente Consiglio, ma sarà discusso nella prossima riunione con un testo che sembra suscitare consensi all’interno della maggioranza, compresa la Lega. Nel frattempo, i ministri hanno ricevuto dalla premier Giorgia Meloni un regalo natalizio, composto da profumi e oggetti per la casa, con l’indicazione di non aprirli immediatamente.

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