Dieci condannati in Francia per cyberbullismo contro Brigitte Macron: pene fino a otto mesi di reclusione

05.01.2026 12:55
Dieci condannati in Francia per cyberbullismo contro Brigitte Macron: pene fino a otto mesi di reclusione

Cyberbullismo: Condanna per dieci imputati a Parigi, colpevoli di attacchi contro Brigitte Macron

Il tribunale penale di Parigi ha condannato dieci imputati per aver pubblicato e condiviso tweet offensivi, falsi e transfobici contro Brigitte Macron, infliggendo pene fino a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale. Il presidente della corte, Thierry Donnard, ha evidenziato la volontà di danneggiare attraverso espressioni malevole e degradanti, riporta Attuale.

Le sentenze più severe riguardano tre imputati considerati istigatori della campagna di odio e fake news, che hanno sostenuto che la première dame fosse una donna transgender e accusata di abusi quando il presidente della Repubblica era ancora un liceale ad Amiens.

Tra i condannati, Aurélien Poirson-Atlan, noto come Zoé Sagan, ha ricevuto otto mesi di reclusione con condizionale. Durante il processo, ha parlato di un segreto di Stato che implica una pedofilia avallata dallo Stato, senza fornire alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.

Un altro imputato, la medium Amandine Roy, responsabile di un video virale su Youtube, è stata condannata a sei mesi con la condizionale e costretta a partecipare a un corso di sensibilizzazione sul rispetto delle persone online. Ha definito la sua esperienza come un attacco alla sua identità, mescolando transfobia e disinformazione.

Il gallerista Bertrand Scholler, terzo istigatore, ha ricevuto sei mesi di condanna con la condizionale, motivando i suoi atti con il diritto alla libertà di espressione.

Gli altri sette imputati sono stati riconosciuti colpevoli in modo minore, alcuni limitandosi a condividere o mettere “mi piace” a post offensivi. Tra loro, Jean-Christophe D. ha evitato il carcere grazie a un corso di sensibilizzazione, essendo l’unico a scusarsi durante il processo.

Tiphaine Auzière, figlia di Brigitte Macron, ha denunciato in aula la sistematica messa in discussione dell’identità e dell’integrità della madre, lamentando che la campagna di disinformazione ha contribuito al deterioramento della sua salute, con ripercussioni significative sulla qualità della vita di Brigitte.

Il presidente Macron e sua moglie hanno deciso di affrontare la questione a livello legale, con un processo previsto anche negli Stati Uniti contro l’influencer americana Candace Owens.

Alla vigilia della sentenza, Brigitte Macron ha dichiarato: «Io mi batto, continuamente. Voglio aiutare gli adolescenti a lottare contro il bullismo, ma è difficile se non do l’esempio».

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