Morto in carcere Aldrich Ames, la spia che tradì la Cia vendendo segreti all’Urss

07.01.2026 11:05
Morto in carcere Aldrich Ames, la spia che tradì la Cia vendendo segreti all'Urss

È morto Aldrich Ames, la spia che ha tradito la CIA per i russi

L’ex funzionario della CIA Aldrich Ames è deceduto nel carcere di Cumberland, nel Maryland, dove scontava l’ergastolo. Aveva 84 anni ed è stato responsabile di uno dei più gravi tradimenti nella storia dell’intelligence americana, costando la vita a circa dieci fonti e compromettendo numerose operazioni, riporta Attuale.

Figlio d’arte, Ames era entrato nella CIA con grandi aspirazioni ma ben presto mostrò segnali di comportamento problematico. La sua condotta, caratterizzata da eccessi nell’alcol e distrazioni, includeva il dimenticare documenti riservati su un treno metropolitano e portare ospiti non autorizzati in appartamenti di servizio.

I suoi superiori, consapevoli delle sue debolezze, decisero di limitarne l’impiego all’estero, ma avevano anche riconosciuto le sue capacità analitiche e il desiderio di apprendere. Tuttavia, i suoi problemi personali, inclusi un divorzio e una vita al di sopra delle proprie possibilità, lo portarono a cestinare i principi etici.

Nel 1985, Ames si sottomise ai sovietici offrendo informazioni sensibili in cambio di denaro. Trasferito a Roma, visse una vita di lusso grazie ai pittogrammi passati ai russi, pur continuando a rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Si procurò materiale top secret, lo nascose in giornali e lo consegnò al suo contatto russo per ricevere in cambio denaro contante e beni di lusso.

Dopo una carriera costellata di disattenzioni e fondi rubati alla CIA, tornò a Washington nel 1989 per assumere un ruolo di controspionaggio, diventando una fonte vitale per Mosca. Nonostante gli errori di calcolo e la superficialità, ricevette quasi 3 milioni di dollari nel corso della sua attività di spionaggio.

Il suo tradimento fu scoperto a seguito di un’attenta indagine sulle sue finanze, rivelando che non solo agiva per motivi economici. Ames riconobbe che la sua scelta era alimentata anche dalla mancanza di fiducia nei valori dell’agenzia e dall’incertezza morale. Arrestato nel 1994, il suo arresto rimane emblematico della fragilità del sistema di intelligence americano, con la celebre immagine che lo ritrae circondato dagli agenti federali accanto alla sua auto di lusso.

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