Jerome Powell risponde alle pressioni dell’amministrazione Trump
La Federal Reserve è al centro di un acceso confronto tra il suo presidente, Jerome Powell, e l’amministrazione Trump. Recentemente, il Dipartimento di Giustizia ha avviato una nuova indagine su Powell, riguardante la ristrutturazione della sede della Fed. In una risposta mai vista prima, Powell ha accusato Trump di usare tale indagine come strumento di «pressione politica e intimidazione», sottolineando che rappresenta un tentativo di compromettere l’indipendenza della Fed, che stabilisce i tassi di interesse in base a ciò che è utile alle persone, anziché a favore delle preferenze presidenziali, riporta Attuale.
Tradizionalmente, la Fed è considerata un ente autonomo, ma Trump ha cercato di influenzarne le decisioni, con pressioni per abbassare i tassi d’interesse. L’inatteso attacco frontale di Powell ha segnato un cambio di direzione nella sua interazione con l’amministrazione, poiché è stato lui stesso a dare notizia dell’apertura dell’indagine. Ha difeso la propria posizione con un video pubblicato sui social della Fed, un’azione piuttosto insolita per un’istituzione che ha storicamente mantenuto una neutralità scrupolosa.
Nel video, Powell ha ricevuto ampia attenzione e il suo messaggio ha trovato sostegno tra diverse correnti politiche, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti. L’indagine contro di lui ha attirato critiche anche da esponenti Repubblicani, inclusi il segretario al Tesoro Scott Bessent e il senatore Thom Tillis, membri della commissione Banche del Senato. La lettera di protesta, firmata da ex presidenti della Fed e importanti economisti, ha enfatizzato l’indipendenza delle banche centrali come un «pilastro» della stabilità economico-finanziaria.
Le conseguenze di questa escalation potrebbero influenzare la successione di Powell, il cui mandato scade a maggio 2026. Eletto inizialmente da Trump nel 2017 e successivamente confermato da Joe Biden nel 2021, Powell potrebbe continuare a far parte del Consiglio dei governatori della Fed fino al 2028. I media statunitensi hanno riportato che il governo è rimasto sorpreso dalla resistenza mostrata da Powell, il quale ha rifiutato di soccombere alle pressioni.
La tensione è aumentata dopo che Trump ha minacciato di licenziare Powell, un’azione che non può realizzare, nel tentativo di sostituirlo con una figura più allineata alle sue politiche. Dopo diversi tagli dei tassi, la Fed ha indicato la volontà di mantenere stabile il tasso attuale, provocando la frustrazione di Trump, il quale ha pubblicamente denigrato Powell.
Ma che situazione pazzesca! Powell si sta difendendo come un leone contro le pressioni di Trump. Non sarebbe mai accettabile in Italia, dove spesso i politici cercano di influenzare le istituzioni. La Fed deve rimanere indipendente! È importante per l’economia non solo degli Stati Uniti, ma per tutti noi.