Tre casi di omicidio: paralleli inquietanti nelle indagini italiane
Tre giovani marocchini, Abderrahim, Soufiane e Youns, sono stati vittime di episodi distinti, ma le analogie tra i loro casi sono evidenti, come segnalato dai legali di parte civile delle famiglie, assistite dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli. Mentre per l’omicidio del 28enne Mansouri, avvenuto il 26 gennaio a Rogoredo, le indagini hanno portato al fermo del poliziotto Carmelo Cinturrino, le dinamiche relative ai due precedenti casi a Pavia si sono rivelate meno chiare. Per Soufiane Ech Chafiy, un ventenne marocchino ucciso la notte del 24 marzo 2016 da un’agente di polizia dopo un inseguimento da Vigevano ad Abbiategrasso, il caso fu archiviato; lo scorso ottobre, i legali della famiglia hanno richiesto la riapertura delle indagini. Oggi, si attende la sentenza per Youns El Boussetaoui, ucciso a Voghera il 20 luglio 2021, nel secondo processo a Massimo Adriatici, ex poliziotto accusato inizialmente di eccesso colposo di legittima difesa, ora imputato di omicidio volontario, riporta Attuale.
Cosa accomuna i tre casi? “Il completo ribaltamento della scena del crimine – commenta l’avvocata Debora Piazza –. Anche nel caso di Soufiane, non è stata trovata la pistola. In entrambi i precedenti casi, gli altri ragazzi presenti durante l’incidente sono stati accusati di resistenza e aver sparato contro la polizia, ma sono stati completamente scagionati, con sentenza passata in giudicato, dimostrando che non hanno mai sparato e che le forze dell’ordine hanno redatto verbali mendaci”.
Per Rogoredo, le indagini sono state avviate tempestivamente… “Le indagini sono state condotte dal pubblico ministero con delega alla polizia. In effetti, per Rogoredo, le indagini hanno preso una direzione corretta sin dall’inizio”, afferma Piazza.
In merito alla riapertura delle indagini su Soufiane? “Abbiamo presentato la richiesta e ora siamo in attesa; il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Valli, lo stesso che aveva chiesto tre anni e mezzo di carcere per Adriatici per eccesso colposo di legittima difesa”.
Il procuratore Fabio Napoleone ha chiesto nel nuovo processo una condanna di 11 anni e 4 mesi per Adriatici; quale è la vostra aspettativa? “Ci aspettiamo una condanna per omicidio, che è ciò che sosteniamo sin dall’inizio”, risponde l’avvocata Piazza.
Il caso di Youns presenta differenze rispetto a quello di Rogoredo, poiché Adriatici non era più in servizio… “Tuttavia, abbiamo osservato nei video come Adriatici sia stato trattato sulla scena del crimine: non è stato ammanettato e impugnava la pistola. Inoltre, nel primo processo abbiamo visto i suoi colleghi difenderlo”, conclude Piazza.