Il Ruolo dell’Italia nelle Paralimpiadi e l’Inclusione delle Persone con Disabilità
L’Italia si riconferma come pioniera nell’emancipazione e nella tutela delle persone con disabilità. Con la fondazione delle Paralimpiadi nel 1960 da parte di Ludwig Guttman e Antonio Maglio a Roma, il paese ha avviato un percorso completo di inclusione sociale, riporta Attuale. Paola Severini Melograni, giornalista e conduttrice del programma O anche no, che si occupa della “disabilità positiva”, guiderà in occasione delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 lo spin off O anche no – Stravinco per la vita, previsto dal 7 al 15 marzo su Rai2 dalle 8 alle 8.30.
Questo spin-off seguirà le edizioni delle Paralimpiadi di Tokyo 2021 e Paris 2024, proponendo un talk quotidiano che avvicinerà il pubblico all’evento, con una serie di sorprese programmate.
“Tante belle cose. Dopo oltre 300 puntate e questo terzo spin off continuiamo a raccontare la disabilità da un altro punto di vista, mettendo al centro le persone con disabilità e i giovani con fragilità di ogni tipo. L’obiettivo è valorizzare i Giochi senza cedere alla retorica del ‘supereroe’, affermando la normalità nella differenza,” ha dichiarato Melograni. Il programma vedrà anche la partecipazione di Italo Cucci e Maurizio Mannoni, che forniranno analisi sullo sport e sul cambiamento culturale, accogliendo ospiti come l’attore Lino Guanciale.
La complessità di raccontare la disabilità in television è evidenziata dalla conduttrice: “Non è facile, è un lavoro totalizzante che ci entusiasma e commuove. Il programma ha trasformato una fascia oraria ‘difficile’ in un presidio culturale, portando in primo piano inclusione, diritti e valorizzazione delle fragilità”. Con oltre il 4% di share nella replica del lunedì notte, Melograni ha sottolineato l’importanza del sostegno pubblico e la necessità di una comunità aperta.
Uno degli obiettivi che Melograni vorrebbe realizzare è “una vera legge sui caregiver”. Sottolinea l’importanza di tutelare i familiari che prestano assistenza come un aspetto cruciale del percorso verso una reale inclusione.
Riflettendo sull’attuale stato dell’inclusività in Italia, ha affermato: “C’è tanto ancora da fare. Un esempio? I bagni pubblici, luoghi inaccessibili anche alle persone normodotate. Eppure i soldi del Pnrr ci sono, perché non si interviene? Finché ci sono personaggi che propongono classi separate per i disabili e tutto il mondo politico non si indigna e prende provvedimenti, non ci sarà vera inclusività.”