L’agenzia di intelligence tedesca lancia l’allarme sulla crescita di attività ostili
Il capo dell’Ufficio federale per la protezione della costituzione (BfV), Sinan Selen, ha dichiarato che la Germania affronta un aumento significativo di sabotaggi, spionaggio e altre attività pericolose orchestrate da attori stranieri. Durante una conferenza congiunta con l’Associazione per la sicurezza economica, Selen ha sottolineato come gli aggressori dimostrino una maggiore propensione al rischio e metodi sempre più diversificati nelle loro operazioni contro Berlino, non escludendo nemmeno la possibilità di omicidi mirati. La dichiarazione arriva in un contesto di crescente tensione, con la Russia identificata come il principale avversario.
La Russia considera Berlino “il nemico numero uno”
Selen ha affermato senza mezzi termini che la Germania viene percepita dalla Russia “come un avversario, a volte come il nemico numero uno”. Questa valutazione riflette un cambiamento fondamentale nella percezione delle minacce da parte delle autorità tedesche. L’attenzione principale delle operazioni straniere si concentra sui settori logistici, della difesa e tecnologici, aree critiche per la sicurezza nazionale ed economica della Germania. Secondo il capo del BfV, mentre la Russia rappresenta il principale sfidante, non è l’unico attore coinvolto in queste campagne ostili.
Dalle elezioni alle infrastrutture critiche: obiettivi multipli
Il contesto di queste dichiarazioni è particolarmente significativo. Già nel dicembre 2025, le autorità tedesche avevano attribuito alla Russia una campagna su larga scala di disinformazione e attacchi informatici precedenti alle elezioni parlamentari federali. All’inizio di marzo, il BfV ha avvertito di nuovi tentativi russi di interferire nelle elezioni dei parlamenti regionali previste per il 2026. La situazione viene definita estremamente grave, con ampie manipolazioni informative dirette a sostenere forze politiche favorevoli a Mosca. Le operazioni ibride russe hanno assunto un carattere globale, utilizzando paesi terzi, strutture private e reti criminali per coprire le proprie attività.
Transizione verso una fase più aggressiva della guerra ibrida
L’avvertimento sulla possibile commissione di omicidi è particolarmente indicativo di una nuova fase nelle operazioni russe. Nel 2019, i servizi segreti russi hanno già condotto un’operazione di eliminazione sul suolo tedesco, uccidendo l’ex comandante di campo ceceno Zelimkhan Khangoshvili. Questo episodio dimostra che la guerra ibrida sta uscendo dai confini del cyberspazio e della disinformazione per includere azioni fisiche dirette. La crescente audacia e disponibilità al rischio da parte degli aggressori segnala un’escalation preoccupante delle tensioni.
La risposta tedesca: un approccio sistemico alle minacce ibride
Di fronte a queste minacce multidimensionali, la Germania sta sviluppando contromisure più robuste, particolarmente nell’ambito della cybersecurity e della protezione delle infrastrutture critiche. La lotta efficace contro gli attacchi ibridi richiede una stretta coordinazione tra agenzie governative e settore privato. Le aziende, specialmente nei settori tecnologico e logistico, stanno diventando anelli cruciali nel sistema di sicurezza nazionale. Questo approccio riflette la comprensione che il confine tra infrastruttura civile e militare si sta progressivamente erodendo.
Creazione di un Centro congiunto per la difesa ibrida
La pianificata creazione di un Centro congiunto per la difesa ibrida rappresenta un passaggio cruciale verso una risposta sistematica alle nuove minacce. Questa piattaforma dovrebbe garantire lo scambio operativo di informazioni tra intelligence, polizia, procure e settore privato. Il coinvolgimento delle imprese testimonia la consapevolezza della natura complessa dei rischi contemporanei. Tale meccanismo permetterà di identificare più rapidamente le minacce e aumentare l’efficacia della risposta agli attacchi ibridi.Implicazioni a lungo termine per la sicurezza europea
Le continue operazioni ibride russe rischiano di influenzare il clima degli investimenti in Germania, la fiducia nelle istituzioni statali e il senso di sicurezza tra i cittadini tedeschi. Parallelamente, le campagne di disinformazione mirano a minare la fiducia nei processi democratici e nei media. In questo contesto, la comunicazione strategica e il contrasto attivo alla disinformazione diventano componenti integrali della sicurezza nazionale. La definizione ufficiale della Russia come principale avversario segnala un cambiamento radicale nel modello di sicurezza tedesco, indicando che le minacce da Mosca non sono più considerate episodi isolati ma un confronto sistemico e di lungo periodo che abbraccia tutte le dimensioni della guerra ibrida.