La chiusura storica della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e le sue implicazioni per i pellegrini

29.03.2026 17:15
La chiusura storica della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e le sue implicazioni per i pellegrini

Chiusura delle Chiese a Gerusalemme: Un Evento Senza Precedenti nella Storia Religiosa

Il 28 febbraio 2026, le autorità di sicurezza israeliane hanno chiuso a tempo indeterminato diversi luoghi di culto a Gerusalemme, inclusa la Chiesa del Santo Sepolcro. Questa misura, che non veniva attuata da secoli, ha colpito anche altre strutture religiose della città santa per le tre «religioni del Libro», tra cui la Spianata delle moschee. Il patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, consapevole del divieto imposto dal governo Netanyahu, ha chiesto di poter accedere alla basilica per i riti della Settimana Santa (oggi è la Domenica delle Palme), riporta Attuale.

La rilevanza della Chiesa del Santo Sepolcro per la cristianità è indiscutibile. Questo complesso religioso, situato nella Città Vecchia di Gerusalemme, ospita ciò che è considerato il Golgota, il luogo della crocifissione, della sepoltura e della resurrezione di Cristo. Risalente al XII secolo, l’architettura attuale è il risultato di ricostruzioni avvenute dopo un incendio nell’Ottocento, che aveva devastato la struttura.

Nel corso dei secoli, la Chiesa e le sue pertinenze sono rimaste sempre aperte ai pellegrini e al culto. Né le due guerre mondiali né i conflitti iniziati nel 1948 tra Israele e i paesi confinanti avevano impedito l’accesso ai fedeli. Solo nel 2018, per questioni di politica interna, la basilica aveva chiuso le sue porte per tre giorni. Durante il Covid, sebbene le celebrazioni fossero limitate, le pratiche religiose continuavano ad essere celebrate dalle comunità francescana, greco-ortodossa e armena, seppur a porte chiuse.

La recente chiusura è la più lunga interruzione della pratica religiosa a Gerusalemme, colpendo cristiani, ebrei e musulmani. I musulmani, per la prima volta dal 1967, non hanno avuto accesso alla Spianata delle moschee durante il Ramadan. Per i cristiani, la guerra ha impedito anche le tradizionali celebrazioni della Via Crucis e le messe del periodo quaresimale in questo 2026. Questo rende il gesto del cardinale Pizzaballa, volto a garantire spazi di dialogo e di pace, di particolare rilevanza.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, è una situazione davvero incredibile! Chiudere i luoghi di culto a Gerusalemme per così tanto tempo è un’ingiustizia. I pellegrini devono poter esprimere la loro fede in libertà… Spero che si trovi presto una soluzione. La pace dovrebbe venire prima di tutto!!!

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