Le basi militari statunitensi in Italia: 7 strutture e 13mila soldati da analizzare

31.03.2026 15:55
Le basi militari statunitensi in Italia: 7 strutture e 13mila soldati da analizzare

Italia Vietata agli Stati Uniti: La Base di Sigonella Non Utilizzabile

Roma, 31 marzo 2026 – L’Italia ha negato l’uso della base di Sigonella in Sicilia per alcuni voli statunitensi “non autorizzati”. Una decisione che evidenzia le recenti tensioni tra Roma e Washington riguardo all’uso delle basi Usa (Nato) in Italia e delle infrastrutture militari disponibili. Secondo fonti ufficiali, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha preso la decisione dopo che è emerso un piano di volo di aerei americani, che prevedeva atterraggi a Sigonella per poi proseguire verso il Medio Oriente, senza alcuna previa autorizzazione, riporta Attuale.

Attualmente, vi sono circa tredicimila militari americani in Italia, distribuiti tra diverse basi che includono aviosuperfici, torri radar e porti. L’irregolarità dell’operazione statunitense ha portato a un blocco della missione. Secondo gli accordi esistenti, in caso di utilizzo di basi come trampolini di lancio per scopi bellici, come nel caso di attacchi previsti a Teheran, è necessaria l’autorizzazione del governo italiano.

Il Ministro Crosetto ha affermato che la richiesta di atterraggio è stata comunicata solo mentre gli aerei erano già in volo, e che i voli in questione non erano considerati normali né logistici secondo i termini del trattato bilaterale. Questa positura riaccende le discussioni riguardanti il controllo e la sovranità italiana sulle basi militari straniere nel paese.

Le origini di questi accordi risalgono al primo dopoguerra, in particolare al Nato Sofa del 1951, seguito dal Bilateral infrastructure agreement del 1954 e dal Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995, che regolamentano l’utilizzo delle basi Usa in Italia.

Oltre a Sigonella, altri importanti scali sono l’aeroporto di Aviano in Friuli Venezia Giulia e Ghedi in Lombardia, dove si presume siano stoccate anche testate nucleari. Esistono anche i porti di Napoli e Gaeta, insieme a Camp Darby in Toscana e Camp Ederle in Veneto, luoghi cruciali per le operazioni militari statunitensi in Europa.

Esistono poi presidi minori, con una significativa presenza di più di 21mila membri della VI flotta della Us Navy. Le operazioni militari americane in Italia sono completate da sofisticati sistemi di sorveglianza, come il MUOS (Mobile User Objective System) installato a Niscemi, il quale monitora anche la situazione medio-orientale.

Questi sviluppi sono seguiti da una crescente preoccupazione riguardo alla sicurezza e alla vigilanza sulle basi, con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ha inviato istruzioni per potenziare il controllo delle strutture militari americane e dei siti di interesse militare in risposta a possibili minacce terroristiche in Italia.

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