Arrestato Roberto Mazzarella, boss della camorra, in un resort di lusso a Vietri sul Mare

04.04.2026 11:55
Arrestato Roberto Mazzarella, boss della camorra, in un resort di lusso a Vietri sul Mare

Salerno, 4 aprile 2026 – È stato catturato dai carabinieri il boss della camorra Roberto Mazzarella, un uomo di potere che figura al quarto posto nell’elenco dei latitanti più pericolosi indicati dal Viminale. Il 48enne si nascondeva in un resort da 1.000 euro a notte a Vietri sul Mare (Salerno) dove la notte scorsa lo hanno rintracciato i carabinieri, riporta Attuale.

È terminata con l’arresto la breve latitanza del capo del Clan Mazzarella, egemone a Napoli e provincia. Classe 1978, Mazzarella era latitante dal 28 Gennaio 2025. All’arrivo delle forze dell’ordine, non ha opposto resistenza. Era fuggito dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del tribunale di Napoli (su richiesta della DDA partenopea) per omicidio aggravated, relativa a Antonio Maione, assassinato in una salumeria di Napoli il 15 dicembre 2000.

L’agguato in macelleria e la condanna 24 anni dopo

Mazzarella è accusato di essere sia l’esecutore che il mandante dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso il 15 dicembre 2000. Estraneo alle dinamiche camorriste, Maione fu giustiziato in un atto di vendetta: era il fratello del sicario che uccise Salvatore Mazzarella, padre del boss stesso.

La vendetta si consumò a San Giovanni a Teduccio, storica roccaforte del clan, e avvenne tramite un agguato a colpi di pistola. La cattura di Mazzarella è giunta a distanza di 24 anni da quel crimine, avvenuta attraverso un mandato emesso il 28 gennaio 2025. In quella circostanza il boss era riuscito a sfuggire, iniziando una latitanza durata poco più di un anno, terminata con l’arresto a Vietri sul Mare.

Era nascosto in Costiera con moglie e figli

La cattura di Roberto Mazzarella è avvenuta grazie ai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, sotto la direzione della DDA partenopea. Mazzarella risultava tra i latitanti di massima pericolosità del Ministero dell’interno. Al momento dell’arresto, si trovava in una villa di pregio nella costiera amalfitana insieme alla moglie e i due figli.

Orologi di lusso, contanti e manoscritti

Durante l’operazione nel resort di lusso, i carabinieri hanno sequestrato 3 orologi di lusso, circa 20 mila euro in contanti, documenti falsi, telefoni cellulari e manoscritti che potrebbero riguardare una verosimile contabilità del clan.

All’operazione hanno partecipato lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli e una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno.

Il profilo del boss

Roberto Mazzarella è figlio di Salvatore, un impiegato comunale incensurato ucciso a 50 anni il 28 maggio 1995, e nipote di Ciro ‘o scellone, patriarca del clan successore della famiglia Zaza. Negli anni ’60, il clan ha iniziato a prosperare con il contrabbando di sigarette, estendendo il proprio controllo su diverse aree di Napoli, da Santa Lucia a Mercato Poggioreale.

Pericolosi latitanti: ce ne sono altri tre

Con l’arresto di Mazzarella, ora rimangono tre latitanti nell’elenco del Viminale: il sardo Attilio Cubeddu, classe 1947, ricercato dal 1997; il palermitano Giovanni Motisi, ricercato dal 1998; e Renato Cinquegranella, napoletano, in fuga dal 2002.

Colosimo: “L’arresto rafforza la fiducia nelle istituzioni”

Il presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, ha espresso enorme soddisfazione per l’operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto di Mazzarella, figura di vertice del clan. “La professionalità delle forze coinvolte ha permesso di rintracciare il ricercato dopo oltre un anno di latitanza, rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha dichiarato Colosimo.

Cantalamessa: “Lo Stato c’è”

“È l’ennesimo colpo dello Stato contro la criminalità organizzata, che dimostra una determinazione crescente. Questo risultato deve essere riconosciuto ai Carabinieri e alla DDA, che hanno operato con efficacia. È la dimostrazione tangibile che lo Stato c’è e continuerà a perseguire la legalità”, ha affermato il senatore della Lega, Gianluca Cantalamessa, membro della Commissione Antimafia.

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