Gioacchino Amico, il nuovo pentito di mafia collegato a esponenti di FdI, e le sue rivelazioni sulla politica lombarda

07.04.2026 12:55
Gioacchino Amico, il nuovo pentito di mafia collegato a esponenti di FdI, e le sue rivelazioni sulla politica lombarda

Gioacchino Amico, un siciliano di 39 anni, è considerato un esponente di spicco dell’alleanza tra mafie in Lombardia. Durante le sue dichiarazioni ai pubblici ministeri, ha rivelato la sua rete di relazioni con la politica, con particolare riferimento al partito della premier, riporta Attuale.

Amico, originario di Canicattì (Agrigento) e attualmente residente a Terrasini (Palermo), ha deciso di collaborare con la giustizia il 26 gennaio, inviando una comunicazione ufficiale in cui esprime la sua volontà di cooperare nelle indagini relative a Hydra, un’operazione che coinvolge mafia, ‘ndrangheta e camorra nella lotta per il controllo della Lombardia. L’interrogatorio, interamente videoregistrato, si è svolto il 2 febbraio davanti ai sostituti procuratori Alessandra Cerreti e Rosario Ferracana della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano.

L’evento di Fratelli d’Italia a Milano e il selfie con Meloni

Formalmente, Amico è identificato come un commerciante all’ingrosso di frutta e verdura, ma il suo coinvolgimento con il partito di Giorgia Meloni potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini. In una foto pubblicata da Report, appare mentre scatta un selfie con la futura premier durante un evento a Milano, il 2 febbraio 2019. Questo incontro, secondo le informazioni, serviva ad Amico per “accreditarsi” e dimostrare l’entità delle sue influenze.

Il giallo delle visite agli uffici di FdI alla Camera

Appena qualche settimana dopo l’evento, Amico accompagna il deputato Carlo Fidanza al congresso di Grande Nord, dove viene pubblicamente ringraziato. Nonostante non fosse ancora indagato per mafia, Amico aveva un passato criminale che includeva una condanna per ricettazione e arresti per truffa. Secondo alcune fonti, nel 2018 è riuscito a entrare negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, incontrando anche Giovanni Donzelli, il quale nega di aver avuto qualsiasi interazione con lui. Questo solleva interrogativi sulla sicurezza e sull’accesso ai luoghi istituzionali, anche se la Camera ha negato di aver rilasciato alcun tesserino a suo nome.

Perché Gioacchino Amico ha deciso di collaborare con le indagini

Durante le sue dichiarazioni, Amico ha motivato la sua scelta di collaborare con la giustizia per due ragioni principali: la salute della madre e preoccupazioni per la sua incolumità. “Ho deciso di cambiare vita per mia madre, che è molto malata, e per mia moglie”, ha dichiarato. Inoltre, ha espresso di essere “perfettamente a conoscenza dei vari tentativi di uccidermi”, affermando che la sua collaborazione è volta a garantire anche la sua sicurezza. Sebbene il giudice abbia rigettato l’ipotesi di associazione mafiosa nei suoi confronti, ha confermato l’arresto per reati legati al narcotraffico e ad altri illeciti.

Gli omissis nei verbali

Nonostante le indagini in corso, Amico avrebbe continuato a mantenere una rete di relazioni politiche. La Dda ha intercettato conversazioni tra lui e l’ex senatore di FdI Mario Mantovani, mirate a ottenere appalti per la manutenzione del verde. Tuttavia, nei verbali rimangono molti omissis, indicando che la procura sta verificando con attenzione i nomi dei politici citati da Amico, sottolineando l’importanza di queste rivelazioni per l’inchiesta in corso.

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