Trump sotto pressione: critiche da destra e chiamata al 25° emendamento
Negli Stati Uniti cresce il dissenso verso la retorica aggressiva del presidente Donald Trump, in particolare dopo le sue minacce di “cancellare l’intera civiltà iraniana”. L’ex volto di Fox, Tucker Carlson, ha invitato i funzionari dell’esercito e dello staff della Casa Bianca a disobbedire a qualsiasi ordine di attacco contro i civili iraniani: «Ora è il momento di dire no, assolutamente no, e dirlo direttamente al presidente: no», ha dichiarato durante il suo podcast. In un video, Carlson ha esortato i membri del personale a dichiarare le proprie dimissioni se Trump dovesse procedere con una simile azione, definendola una follia, riporta Attuale.
Carlson, critico di lungo corso delle operazioni militari americane all’estero, ha chiarito che il personale dovrebbe anche esercitare il potere di impedire al presidente di accedere ai codici nucleari, noti come “Nuclear football”. «A meno che qualcuno non metta subito i freni, stiamo andando verso un luogo che non possiamo nemmeno immaginare», ha avvertito.
La risposta di Trump non è tardata ad arrivare. Intervistato da Caitlin Doornbos del New York Post, il presidente lo ha apostrofato come una persona dal “quoziente intellettivo basso” priva di comprensione della situazione in corso. Trump ha spiegato di non rispondere alle chiamate di Carlson, dichiarando di preferire rapporti con persone intelligenti, piuttosto che con coloro che considera “tonti”.
Le dichiarazioni di Carlson arrivano in un contesto di crescente tensione all’interno del Partito Repubblicano. Anche l’ex deputata della Georgia, Marjorie Taylor Green, e il commentatore Alex Jones hanno chiesto la rimozione di Trump, con Green che ha invocato l’applicazione del 25° emendamento della Costituzione statunitense. Dopo un post in cui Trump dichiarava che «un’intera civiltà morirà questa notte», Green ha scritto sui social: «25mo EMENDAMENTO!!! Non è caduta una sola bomba sull’America. Non possiamo uccidere un’intera civiltà». Il 25° emendamento consente al vicepresidente e alla maggioranza del governo di dichiarare per iscritto al Congresso che il presidente non è in grado di esercitare le proprie funzioni.