Cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, un accordo sotto la mediazione del Pakistan
Iran e Stati Uniti hanno accettato la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco di due settimane. 15 giorni, come annunciato dal Presidente USA, Donald Trump, che aveva minacciato di cancellare “la civiltà iraniana”, in cui dovrebbero essere sospesi i bombardamenti e il regime iraniano dovrebbe riaprire lo stretto di Hormuz, crocevia essenziale per il petrolio mondiale. 15 giorni, dunque, per negoziare un accordo di pace, riporta Attuale.
Nello stretto di Hormuz questa mattina è ancora tutto fermo, ma dopo l’annuncio del cessate il fuoco si è registrata una riduzione significativa dei prezzi al barile (-15%), arrivando a meno 95 dollari. L’accordo stabilisce poche cose, rimandando la discussione della gran parte delle questioni a successivi negoziati. L’unica base chiara del cessate il fuoco è la sospensione degli attacchi sull’Iran di Stati Uniti e Israele per due settimane. In cambio l’Iran si è impegnato a riaprire lo stretto di Hormuz e a sospendere a sua volta gli attacchi verso Israele e i paesi del Golfo. Il regime ha dichiarato che durante il cessate il fuoco le navi potranno attraversare lo stretto “coordinandosi con le forze armate iraniane”.
Israele, nel frattempo, ha informato che il Libano non è incluso nell’accordo, contrariamente a quanto dichiarato dal primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif. L’esercito israeliano ha continuato a bombardare, attaccare e invadere il sud del Libano, con diversi morti segnalati anche durante la notte. L’IdF ha diffuso un ordine di evacuazione nell’area di Tiro.
Nonostante la mancanza di una definizione di un percorso a lungo termine di questo accordo, sia il Presidente USA che l’Iran hanno presentato l’accordo come una vittoria. In precedenza, gli USA avevano fatto circolare una proposta di pace in 15 punti, che l’Iran aveva rigettato, presentando la sua proposta in 10 punti. Questa proposta include il controllo iraniano dello stretto di Hormuz e il risarcimento dei danni causati dai bombardamenti USA-Israele sul suo territorio. Trump ha sorpreso definendo questi 10 punti come una “buona base” per un accordo, ma ha poi emesso l’ennesimo ultimatum minacciando di far sparire la millenaria civiltà iraniana. Di fatto, Trump ha fatto un accordo per riaprire uno stretto che era già aperto prima della guerra iniziata dagli Stati Uniti stessi insieme a Israele.
Ora si attendono negoziati che si potrebbero tenere in Pakistan, un interlocutore cruciale grazie ai buoni rapporti con l’amministrazione statunitense e ai legami culturali con l’Iran. Altri paesi, come Egitto, Turchia e Arabia Saudita, hanno secondo media internazionali contribuito al dialogo tra USA e Iran, con la Cina che ha recentemente intensificato i suoi sforzi diplomatici data la sua stabilità economica con l’Iran.
Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha definito questo accordo di cessate il fuoco “molto positivo”. Ha dichiarato che rappresenta una notizia che “va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l’area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari, evitando così impennate del prezzo dell’energia”. Tajani ha sottolineato che si tratta di “una boccata di ossigeno per il nostro sistema”. Inoltre, ha assicurato che “l’Italia continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi”, annunciando un incontro tra la Direttrice Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza della Farnesina, Cecilia Piccioni, e l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “L’Iran non può avere l’arma atomica ed è bene che gli USA non bombardino la popolazione civile. La soluzione negoziale è cruciale per portare pace e stabilità, la sosteniamo assieme a tutta l’Unione Europea”.