Migliaia di sfollati tornano in Libano dopo l’accordo di cessate il fuoco con Israele

19.04.2026 10:05
Migliaia di sfollati tornano in Libano dopo l'accordo di cessate il fuoco con Israele

Rientro degli sfollati in Libano dopo il cessate il fuoco

Migliaia di sfollati stanno rientrando in Libano dopo l’accordo per il cessate il fuoco tra il governo libanese e Israele, che è entrato in vigore giovedì alle 23 e che dovrebbe durare 10 giorni: si stanno dirigendo verso le regioni meridionali del Libano e a sud del fiume Litani, da dove erano state scacciate dagli attacchi dell’esercito israeliano, riporta Attuale.

Moltissime sono tornate nelle loro case, solo per trovarle molto danneggiate o completamente distrutte. Sui social circolano foto dell’autostrada costiera del Libano, intasata da un traffico molto intenso, con centinaia di auto cariche di materassi e altri oggetti personali.

L’accordo impone a Israele di fermare i bombardamenti, che sono stati pesantissimi e hanno ucciso più di 2.000 persone, ma ci sono molti dubbi sulla sua tenuta. Domenica il quotidiano Haaretz, citando fonti militari, ha scritto che l’esercito israeliano sta continuando a demolire case, edifici pubblici e scuole in una più ampia operazione con cui l’esercito dice di voler «ripulire l’area».

I comandanti sentiti da Haaretz dicono che Israele sta impiegando decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori manovrati da ditte private appaltatrici, e che alcuni lavoratori sono pagati in base al numero di strutture distrutte. Una fonte rimasta anonima e citata dal quotidiano ha aggiunto che alcune di queste ditte avrebbero già lavorato nella Striscia di Gaza, dove la demolizione degli edifici era così ampia e sistematica che l’esercito aveva usato aziende che spesso avevano legami con gruppi estremisti.

Il cessate il fuoco in Libano tra il governo libanese e Israele si è aggiunto a quello già in corso tra Israele, Stati Uniti e Iran, annunciato l’8 aprile. Secondo varie ricostruzioni, è stato in pratica forzato dal presidente statunitense Donald Trump, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, suo alleato, avrebbe voluto continuare la guerra.

La più grossa incognita di questo secondo accordo è come si comporterà Hezbollah, che per ora lo sta rispettando. Hezbollah è il gruppo radicale che è una sorta di stato in Libano e non era stato coinvolto nei negoziati, che anzi aveva sconfessato. Soprattutto, Hezbollah è un alleato dell’Iran, che lo arma e dunque ha grande influenza su di lui.

Se il gruppo continuerà a rispettare il cessate il fuoco, sarebbe probabilmente un segnale della volontà dell’Iran di fare davvero un accordo di pace con gli Stati Uniti. Se invece il gruppo dovesse riprendere i lanci di razzi, Israele sicuramente risponderebbe, vanificando il cessate il fuoco e mettendo a repentaglio i negoziati statunitensi con l’Iran.

Nonostante il cessate il fuoco, sabato nel sud del Libano è stato ucciso un soldato francese che faceva parte dell’Unifil, la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite in Libano: il presidente francese Emmanuel Macron ha attribuito la responsabilità a Hezbollah, che invece ha negato ogni coinvolgimento.

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