Il comune di Tarzo, in provincia di Treviso, ha deciso di intitolare una nuova piazza alle «Vittime di errori giudiziari». Questa iniziativa, approvata all’unanimità dalla giunta comunale guidata dal sindaco e deputato leghista Gianangelo Bof, riconosce la memoria di oltre 32mila vittime di ingiustizie legali in Italia dal 1991 a oggi. Il provvedimento giungerà ora all’esame della Prefettura, essendo un caso particolare rispetto alle normativi di toponomastica. Una volta ottenuto il consenso, una targa con la dicitura «Corte Vittime di errori giudiziari» sarà installata nel nuovo spazio, dedicato a «innocenti privati della libertà, macchiati dal sospetto, distrutti nel lavoro, negli affetti e nella dignità», riporta Attuale.
Proteste dal centrosinistra
La decisione ha generato intense polemiche, specialmente alla luce della recente sconfitta dei partiti di centrodestra al referendum di marzo, che ha riacceso il dibattito sulla giustizia. I comitati per il No al referendum, composti da Anpi, Arci, Legambiente e partiti di centrosinistra, sono stati i primi a presentare un esposto al prefetto di Treviso contro la delibera di Tarzo. «La delibera, promulgata dal sindaco Bof a breve distanza dal voto referendario che ha confermato la volontà popolare di proteggere i principi costituzionali di indipendenza della magistratura, appare come un’operazione di propaganda elettorale che ha ripercussioni dirette sulla toponomastica comunale. Le affermazioni contenute nella delibera sono gravi: gli errori giudiziari sono stati attribuiti al cinismo sadico dei magistrati, che incolpano irresponsabilmente degli innocenti», denunciano i comitati locali.
FdI: «Iniziativa legittima»
In difesa dell’iniziativa è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia Ciro Maschio, presidente della commissione Giustizia alla Camera, che ha descritto l’atto come «singolare e peculiare per un’amministrazione comunale, ma del tutto legittimo e rispettabile». Intervenendo al Corriere del Veneto, Maschio ha affermato che la delibera non deve essere interpretata come una critica alla magistratura, ma piuttosto come un atto simbolico di attenzione verso le vittime di errori giudiziari, citando figure come Enzo Tortora. Ha inoltre ricordato che questo tema è stato discusso in commissione Giustizia, dove sono state presentate proposte di legge per istituzionalizzare una giornata in memoria delle vittime, sebbene queste non abbiano avanzato nel processo legislativo.