Un nuovo Orbán al tavolo dei Ventisette?
Rumen Radev, neo premier eletto della Bulgaria, ha dichiarato l’intenzione di riaprire i canali di dialogo con Mosca, riprendere i flussi di petrolio e gas russi verso l’Europa con l’interruzione degli aiuti europei all’Ucraina, definendo l’Unione Europea «ostaggio della propria ambizione di leadership morale». Queste affermazioni giungono a meno di dieci giorni dalla sconfitta di Viktor Orbán nelle recenti elezioni ungheresi, e suggeriscono che un nuovo «tribuno» potrebbe prendere il suo posto nel contesto europeo, riporta Attuale.
Radev ha ottenuto oltre il 45% dei consensi, conquistando così la maggioranza dei seggi in Parlamento — 129 su 240 — un risultato che segna il miglior successo elettorale per la Bulgaria in trent’anni. La sua campagna è stata fortemente incentrata sulla lotta alla corruzione e sullo smantellamento del potere degli oligarchi, come Delyan Peevski, sanzionato nel 2021 per traffico di influenze e tangenti.
L’affluenza alle urne ha registrato un incremento notevole, toccando il 48,5% (escludendo i voti dall’estero), dopo anni di stallo politico segnati da ripetute tornate elettorali e contestazioni. Radev ha esortato i cittadini bulgari a partecipare attivamente al voto, sottolineando che «la Bulgaria ha un’occasione storica per rompere con il modello oligarchico» e invitando i suoi sostenitori a non mancare l’appuntamento con le urne.
In aggiunta, si nota un crescente interesse internazionale per questo cambiamento politico in Bulgaria, soprattutto alla luce della crescente tensione geopolitica nella regione e degli sviluppi recenti nella politica dell’Unione Europea. I segnali che emergono dalle elezioni bulgare potrebbero influenzare il dibattito all’interno dei Ventisette, e la posizione di Radev potrebbe riaccendere polemiche tra i membri dell’UE riguardo alla gestione delle relazioni con la Russia e il sostegno all’Ucraina.
Il nuovo governo di Radev si troverà a fronteggiare sfide considerevoli, sia sul piano economico che diplomatico, in un contesto dove le aspettative di cambiamento sono elevate e le pressioni interne ed esterne sempre più marcate.