Roma, 22 aprile 2026 – A un mese dal referendum sulla riforma della giustizia, che ha scatenato un terremoto politico con le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi, la squadra di governo si ricompone. Durante il Consiglio dei ministri di oggi sono stati nominati cinque nuovi sottosegretari, colmando anche le posizioni vacanti lasciate da addii meno clamorosi. Tuttavia, la questione delle nomine non è risolta. Nonostante il governo affermi che il termine rimpasto è stato archiviato, le opposizioni denunciano un “rimpasto mascherato”, sottolinea il deputato Francesco Boccia. La situazione resta critica, in particolare per il nuovo presidente della Consob, con la Lega che continua a sostenere il proprio candidato, Federico Freni, mentre Forza Italia è più cauta nella sua posizione, riporta Attuale.
I nuovi sottosegretari
Il partito azzurro, con il leader Tajani in prima linea, ha ottenuto un ulteriore seggio nel sottogoverno, grazie a una posizione ceduta da Fratelli d’Italia, assegnata all’ex capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, che diventa sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. Baldan commette ad Andrea Pieri le funzioni di presidente della Federazione italiana nuoto a causa di incompatibilità. Al Ministero della Giustizia, Alberto Balboni subentra a Delmastro, portando con sé un’importante esperienza come presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. Mara Bizzotto della Lega entra nel Ministero delle Imprese e del Made in Italy, occupando il posto lasciato libero da Massimo Bitonci, ora assessore in Veneto.
Massimo Dell’Utri, rappresentante di Noi Moderati, è stato nominato al ministero degli Esteri, mentre Giampiero Cannella, vice sindaco di Palermo e altro esponente di Fratelli d’Italia, assume la carica al Ministero della Cultura in sostituzione di Gianmarco Mazzi, promosso ministro del Turismo. I cinque nuovi sottosegretari, nominati su proposta della presidente del Consiglio e tramite decreto del presidente della Repubblica, hanno prestato giuramento oggi nel Palazzo Chigi, alla presenza della premier Giorgia Meloni.
Il nodo Consob
La questione per la guida della Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, rimane sospesa. La premier Meloni ha chiarito nei giorni scorsi che un accordo tra i partiti di governo richiederà più tempo, affermando che “non se ne sta discutendo”. Da settimane la Lega sostiene il nome di Freni, il quale è circolato anche come candidato per il vertice dell’Antitrust, attualmente in uscita Roberto Rustichelli. Se si verificasse questo scenario, Federico Cornelli potrebbe essere il candidato per la Consob, ricevendo il sostegno di Forza Italia. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, considera Freni come “il profilo migliore”, un sentimento ribadito anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Giorgetti ha espresso “totale fiducia” nel sottosegretario, descrivendolo come “bravissimo” e avvertendo il governo sulla necessità di prendere decisioni rapide non solo per la Consob, ma anche per l’Antitrust, il cui mandato scade il 4 maggio, con l’obiettivo di “garantire certezze al sistema”.