
Il Senato ha avviato l’esame della proposta di legge “Io coltivo”, sostenuta da oltre 54mila firme, che prevede la depenalizzazione della coltivazione domestica di cannabis per uso personale. Il dibattito è stato riavviato dopo oltre un anno e mezzo, con l’impegno delle commissioni Giustizia e Sanità di ascoltare esperti e indicare i soggetti da audire entro il 7 maggio, riporta Attuale.
Il disegno di legge, presentato nel giugno 2024 e illustrato in Aula a dicembre dello stesso anno, mira a regolamentare la coltivazione fino a quattro piante femmine per uso personale. Prevede anche la creazione di associazioni autorizzate per la coltivazione collettiva, limitando la cessione di prodotti tra membri e sottraendo tali pratiche alle sanzioni penali ordinarie, a condizione che vengano rispettate le normative previste. Il provvedimento introduce, inoltre, l’obbligo di tracciabilità e requisiti per la salute pubblica, delineando un nuovo quadro normativo per la cannabis.
Le regole per le leggi di iniziativa popolare
Il Senato ha quindi superato l’empasse, dovendo seguire regolamenti che impongono l’esame dei disegni di legge di iniziativa popolare entro scadenze specifiche. Secondo le norme, l’esame deve avvenire entro un mese dalla presentazione e concludersi entro tre mesi. Superato tale periodo, il provvedimento dovrebbe essere calendarizzato automaticamente per la discussione in aula. Le associazioni Luca Coscioni e Meglio Legale avevano annunciato l’intenzione di ricorrere alla Consulta denunciando irregolarità nel rispetto delle procedure parlamentari.
Ora il Senato si prepara a un “ciclo di audizioni completo”. Gianni Berrino, relatore del disegno di legge e membro di Fratelli d’Italia, ha affermato la necessità di ascoltare esperti dai punti di vista giuridico e sanitario, pur ribadendo che la posizione del suo partito sulla droga rimane ferma. «Su un tema delicato è giusto andare avanti» ha dichiarato, evidenziando l’importanza di comprendere le posizioni di tutti gli schieramenti sulla questione.
Pressing dal Pd
Il Partito Democratico ha accolto positivamente l’avvio dell’iter, sottolineando l’importanza di rispondere ai cittadini firmatari. Tuttavia, prevedono un processo non veloce: «Non ci sarà una grande accelerazione: ci vorranno almeno due mesi per le audizioni, e solo dopo comincerà la discussione generale e gli emendamenti». Il Pd, attualmente, non ha un’ufficiale coesione sulla questione. Alcuni membri hanno indicato che una legalizzazione potrebbe persino contribuire a ridurre la criminalità organizzata.
Berrino ha espresso scetticismo riguardo all’idea che la proposta possa contribuire a ridurre il sovraffollamento carcerario, considerando che le persone in carcere per detenzione di cannabis sono relativamente poche, soprattutto per le quantità previste dal disegno di legge.
Azzurri in attesa
Forza Italia, per il momento, non si è espressa apertamente a favore del disegno di legge. Fonti del partito affermano che attualmente non c’è spazio per un’aperturaal riguardo. Tuttavia, Maurizio Gasparri, conosciuto per le sue posizioni su legalizzazione, e la leadership di Stefania Craxi nel gruppo parlamentare, potrebbero influenzare future decisioni su questo tema. La posizione ufficiale di Forza Italia è stata ribadita da Tommaso Calderone nel contesto del decreto sicurezza, distaccandosi dall’idea di equiparare i “ragazzini con lo spinello” ai narcotrafficanti, evidenziando le differenze sostanziali tra le due categorie.