La bassa crescita in Italia: De Romanis avverte, “serve una spesa migliore”

25.04.2026 02:35
La bassa crescita in Italia: De Romanis avverte, "serve una spesa migliore"

Problemi di crescita economica in Italia: l’allerta di Veronica De Romanis

Roma, 25 aprile 2026 – Il nuovo libro dell’economista Veronica De Romanis, intitolato L’economia della paura, esplora le sfide economiche attuali che l’Italia sta affrontando, sottolineando la bassa crescita, che da anni è una costante nel paese. Nel 2023, l’Italia ha registrato un aumento dello 0,9%, scendendo allo 0,8% nel 2024 e allo 0,5% nel 2025. Per il 2026, il governo prevede una crescita dell’0,6%, mentre l’Ocse stima già un calo a 0,4%. De Romanis attribuisce questa stagnazione alla fine dei bonus e al debole impatto del Pnrr, spiegando che “l’economia si gonfia per un po’, ma poi se non si rafforza la struttura, si torna al punto di partenza”, riporta Attuale.

Secondo De Romanis, il Superbonus non ha aiutato a raggiungere l’obiettivo del 3% di deficit e la preoccupazione per il deficit stesso sembra ingigantita. “Non capisco il motivo dell’anticipazione dell’uscita dalla procedura per deficit eccessivo, poiché non c’era una reale necessità”, afferma, richiamando l’attenzione su altri grandi paesi come la Francia, attualmente in procedura, senza conseguenze tangibili.

Riguardo al futuro dell’Italia, De Romanis avverte che “il rischio c’è” di entrare in una fase di stagnazione o recessione. “Questo governo aveva tempo e ha fatto poco. Gli incentivi e i sussidi non possono sostituire investimenti e riforme. Si tratta di una ‘Repubblica delle tribù’, dove i sussidi vengono elargiti a chi riesce a farsi sentire, lasciando fuori chi ha più bisogno, come giovani e donne”, spiega l’economista.

Infine, De Romanis critica la richiesta del governo di un allentamento dei vincoli europei, sottolineando che il Patto di stabilità è stato già rivisto nel 2024 e che la sua sospensione è prevista solo in caso di recessione generalizzata, una condizione non attuale. “Se la crescita è zero, non dobbiamo spendere di più, ma spendere meglio”, conclude.

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