Il ministro della Cultura Giuli assente all’inaugurazione della Biennale di Venezia, polemiche sul padiglione russo

24.04.2026 21:35
Il ministro della Cultura Giuli assente all’inaugurazione della Biennale di Venezia, polemiche sul padiglione russo

Il ministro Giuli assente all’inaugurazione della Biennale di Venezia

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli non parteciperà all’inaugurazione della Biennale d’Arte di Venezia, prevista per il 9 maggio, e non sarà presente nemmeno alle giornate di pre-apertura. La decisione è stata comunicata dal ministero e rappresenta un evento senza precedenti negli ultimi vent’anni per un titolare del dicastero, riporta Attuale.

Le polemiche per il padiglione russo

La scelta di Giuli ha scatenato forti critiche da parte dell’opposizione. Il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini, ha accusato il ministro di «sottrarsi alle proprie responsabilità», evidenziando che questa gestione potrebbe indebolire il ruolo istituzionale della Cultura e descrivendo la situazione come una «farsa». Anche il Partito Democratico ha espresso disapprovazione, con la capogruppo in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, che ha giudicato le azioni del ministro «degne dell’asilo Mariuccia». Giuli ha sempre manifestato una ferma opposizione alla presenza della Russia alla Biennale, essendo assente anche durante la presentazione del Padiglione Italiano il 10 marzo e all’inaugurazione del Padiglione Centrale il 19 marzo, in entrambe le occasioni sostituito da altri funzionari.

La minaccia dell’Ue sui finanziamenti

Il ministro ha richiesto alla Biennale la documentazione relativa al rispetto delle sanzioni, valutando anche l’invio di ispettori. Ha invitato la rappresentante del Ministero della Cultura nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, a «rimettere il suo mandato» a causa della rottura del rapporto di fiducia, proposta che è stata rifiutata. Da parte sua, la Biennale ha ribadito più volte di aver agito «nel pieno rispetto delle normative e degli accordi vigenti con le istituzioni europee». Nel frattempo, continua il dialogo con la Commissione europea, che ha espresso preoccupazioni riguardo la gestione del Padiglione russo e ha richiesto chiarimenti entro trenta giorni, minacciando possibili conseguenze sui finanziamenti.

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