Il vicepremier e leader di Forza Italia ha escluso ogni possibilità di una manovra unilaterale sul Patto di Stabilità: «Ci sono i 400 miliardi del Mes, non vedo perché devono rimanere là congelati», riporta Attuale.
Antonio Tajani ha affermato che è possibile e giusto escludere dal patto di stabilità le spese legate alle crisi nel Golfo Persico, in particolare quelle per l’energia, a condizione che tale misura sia temporanea. Il ministro degli Esteri ha ribadito il suo oppositione a un’uscita unilaterale dal patto, avvenuta in occasione del Forum economico a Prato. Ha anche proposto di utilizzare i fondi del Mes per affrontare il debito pubblico, piuttosto che accrescere ulteriormente il debito stesso.
Perché le parole di Tajani sono importanti
In ambito europeo, il governo Meloni mira a scorporare le spese energetiche dal deficit. Si tratta di un approccio non di vera e propria uscita dal Patto di Stabilità, ma di un tentativo di renderlo più flessibile per affrontare l’emergenza energetica. All’interno della maggioranza, la Lega di Matteo Salvini ha adottato una posizione più intransigente, collegando la crisi nel Golfo Persico all’aumento dei costi energetici e chiedendo di «superare i vincoli del Patto» a sostegno di imprese e famiglie.
Oggi il quotidiano Repubblica ha accennato all’ipotesi di un abbandono unilaterale che potrebbe incontrare il favore della Lega, sebbene questa posizione non sia stata ufficialmente proclamata. A sostegno di questa linea si è espresso il senatore Claudio Borghi, indicando come il recente evento di Milano per chiedere lo scostamento di bilancio stia guadagnando consenso all’interno del centrodestra. Tuttavia, Tajani ha portato chiarezza su questa questione con la sua netta opposizione a uscite unilaterali.
Anche il partito della presidente del Consiglio, Fratelli d’Italia, si mantiene cauto. Marco Osnato, responsabile Economia del partito, ha sottolineato l’importanza di lasciare lavorare il governo, il Ministero dell’Economia e il Parlamento, evitando manovre eccessivamente audaci. Ha inoltre confermato l’integrità del piano quinquennale del governo, che ha finora presentato risultati positivi sul fronte economico, affermando che i parametri europei vanno considerati come strumenti e non come obiettivi.