Attacchi esplosivi in Colombia causano 20 morti, si teme destabilizzazione in vista delle elezioni

28.04.2026 13:35
Attacchi esplosivi in Colombia causano 20 morti, si teme destabilizzazione in vista delle elezioni

Attacchi esplosivi in Colombia: 20 vittime nel dipartimento di Cauca

Sabato nel sud-ovest della Colombia si sono verificati svariati attacchi esplosivi, culminati in un episodio particolarmente grave che ha causato la morte di 20 persone, tutte civili, che stavano viaggiando lungo l’autostrada panamericana nel dipartimento di Cauca. Questo attacco rappresenta uno dei più gravi eventi contro i civili degli ultimi decenni. Le esplosioni non sono state rivendicate, ma il presidente Gustavo Petro ha dichiarato che si tratta di un tentativo da parte dei gruppi narcotrafficanti di destabilizzare il paese in vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio, riporta Attuale.

L’aumento della frequenza e dell’intensità di tali attacchi complica notevolmente la situazione per Petro, il quale ha fatto della “pacificazione” della Colombia uno dei suoi principali obiettivi politici da quando è stato eletto. Questa strategia mira a raggiungere accordi con i diversi gruppi paramilitari attivi nel paese, molti dei quali sono coinvolti in attività illegali come il narcotraffico.

Il governo e l’esercito accusano il gruppo dissidente dell’Estado Mayor Central (EMC), che ha rifiutato l’accordo di pace del 2016 tra il precedente governo e le FARC, di essere dietro gli attacchi di sabato. Il gruppo è diretto da Néstor Gregorio Vera, noto con il soprannome di Iván Mordisco, e opera principalmente nel sud-ovest della Colombia.

I gruppi armati colombiani come l’EMC proseguono la loro lotta contro lo stato per motivazioni ideologiche, finanziandosi attraverso attività illegali come la produzione e il traffico di cocaina, di cui la Colombia è il maggior produttore mondiale, oltre a estorsioni e miniere illegali. Secondo Sergio Guzmán, analista politico di Bogotà intervistato da Associated Press, l’EMC mira a dimostrare la propria capacità di infliggere danni attraverso questi attacchi, posizionandosi così in una posizione di forza per future negoziazioni post elettorali.

Gustavo Petro è il primo presidente di sinistra della Colombia, e in passato è stato parte di un gruppo armato. Eletto nel 2022 con la promessa di trovare accordi con tutti i gruppi guerriglieri attivi, ha scommesso su un approccio basato sui negoziati, un cambio significativo rispetto ai governi precedenti che hanno perseguito strategie militari con scarsi risultati.

Negli anni, il governo ha avviato 13 trattative parallele con i gruppi paramilitari, prevalentemente attivi nelle aree rurali. Tuttavia, le divergenze emergenti e le violazioni dei cessate il fuoco hanno frequentemente causato stalli nei negoziati. Nel 2024, la situazione ha portato il governo a ripristinare l’uso dell’artiglieria contro i gruppi armati e nel 2025 sono ripresi i bombardamenti aerei.

La violenza tra le fazioni ha trainato un incremento degli attacchi da entrambe le parti, ulteriormente complicando le trattative. Dati della polizia colombiana indicano che nei primi tre mesi del 2026 ci sono stati 300 eventi catalogati come attacchi terroristici, rispetto ai meno di 200 dello stesso periodo del 2024.

Nonostante i fallimenti del processo di pace abbiano ostacolato la coalizione di sinistra di Petro, il Pacto Histórico, nel realizzare i suoi obiettivi principali, il candidato Iván Cepeda è considerato il favorito per le presidenziali, con il primo turno previsto per il 31 maggio e un possibile ballottaggio il 21 giugno. Petro, fattore significativo nella politica recente, non può ricandidarsi a causa delle restrizioni costituzionali sui mandati consecutivi.

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