Eni firma accordo con PDVSA per estrazione di petrolio nella cintura dell’Orinoco
L’azienda italiana Eni ha formalizzato un accordo con la compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA per riprendere le attività di estrazione nella cintura dell’Orinoco, un’area del nord del Venezuela nota per i suoi vasti giacimenti petroliferi. In particolare, l’intesa riguarda il sito Junín-5, stimato contenere circa 35 miliardi di barili di petrolio, di cui il 60% è controllato da PDVSA e il 40% da Eni. Precedentemente, le operazioni di Eni erano sospese a causa delle sanzioni statunitensi e di controversie sui pagamenti, riporta Attuale.
Le relazioni tra il Venezuela e Eni, così come quelle con altre compagnie petrolifere, erano state gravemente compromesse dalle sanzioni degli Stati Uniti durante il governo di Nicolás Maduro. Tuttavia, dopo la cattura e destituzione di Maduro a gennaio da parte degli Stati Uniti, il potere è passato alla sua vice Delcy Rodriguez, la quale ha dimostrato sin da subito di voler facilitare le richieste del presidente statunitense Donald Trump, in particolare per quanto concerne il controllo del petrolio, che era uno dei motivi dietro la rimozione di Maduro.
Il Venezuela possiede le riserve petrolifere accertate più ampie del mondo, e il giacimento di Junín-5 rappresenta circa un decimo di tali riserve. Recentemente, Eni aveva già raggiunto un accordo con la PDVSA per incrementare la produzione di gas dalle piattaforme al largo delle coste venezuelane. Inoltre, poche settimane fa, il Venezuela aveva siglato un accordo anche con Chevron, una multinazionale petrolifera statunitense, per intensificare le attività estrattive all’interno del paese, ancora nella cintura dell’Orinoco.