Tolleranza zero nelle IDF: il generale Zamir alza la voce contro l’uso della violenza
TEL AVIV Il generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (IDF), ha espresso la sua furia in una conferenza militare rivolta ai comandanti dell’esercito. Mostrando l’immagine di un soldato con un distintivo che recava la scritta «Basta con l’odio. È tempo di violenza», Zamir ha chiesto se ci fosse qualcuno tra i presenti che potesse considerare quel messaggio rappresentativo dei valori delle IDF. Alla silenziosa risposta della sua platea, Zamir ha sottolineato la gravità di tale situazione, affermando che «non si tratta di un incidente di poco conto. È una ribellione contro i valori delle Forze di difesa israeliane», riporta Attuale.
Queste dure dichiarazioni sono state emesse durante un incontro tenutosi due giorni fa presso la base aerea di Ramat David, evidenziando la necessità di applicare una tolleranza zero nei confronti di atti di violenza o di comportamenti «non etici» all’interno delle forze armate. L’intento di Zamir è quello di isolare quei soldati le cui azioni potrebbero compromettere l’immagine delle IDF e mettere in rete una nuova disciplina.
Recentemente, la stampa israeliana, con particolare riferimento a Haaretz, ha denunciato saccheggi diffusi da parte di soldati israeliani nelle abitazioni abbandonate nel sud del Libano, evidenziando che alcune unità, a volte con la complicità dei comandanti, ritornavano dai villaggi con beni rubati come motociclette, televisori e mobili.
In risposta a tali accuse, Zamir ha disposto un’indagine della polizia militare, incalzando i suoi superiori con forti ammonimenti sul fenomeno del saccheggio, che ha definito «vergognoso», compromettendo così la reputazione dell’intero esercito. «Il saccheggio è una macchia morale per l’intero esercito e noi non saremo un esercito di saccheggiatori», ha dichiarato con fermezza.
Durante il suo intervento, Zamir ha presentato video in grado di suscitare indignazione, incluso quello di un soldato che distruggeva una statua di Gesù in un villaggio cristiano in Libano, atto filmato dal suo comandante di squadra. Il generale ha chiesto: «Dove questo documento si conforma allo spirito delle IDF?» ancora una volta ricevendo solo silenzio in risposta.
Ha inoltre fatto notare il comportamento inaccettabile di un soldato che indossava una toppa con la scritta «Sì alla violenza», interrogandosi sulla presenza dei comandanti responsabili. Zamir ha raccontato di un incontro con un equipaggio di carri armati in Libano, dove ha osservato un soldato con una mostrina che portava la scritta «Messia», comunicando immediatamente che doveva rimuoverla, dimostrando così la consapevolezza della propria trasgressione.
Non solo i comandanti sono stati criticati, ma anche i soldati, sia in servizio regolare che di riserva, sono stati avvertiti riguardo l’uso delle uniformi sui social media per esprimere opinioni politiche. Zamir ha promesso che ci saranno cambiamenti significativi all’interno delle IDF, introducendo un nuovo approccio che enfatizza rigore e disciplina.
A questo scopo, è prevista l’istituzione di un organismo speciale per gestire in modo deliberato e penale i casi di saccheggio, mirante a ristabilire l’integrità e l’immagine dell’esercito israeliano.