Trump e Carlo III: incontro tra i leader al ricevimento di Stato alla Casa Bianca

29.04.2026 10:15
Trump e Carlo III: incontro tra i leader al ricevimento di Stato alla Casa Bianca

Accoglienza trionfale di re Carlo III alla Casa Bianca

Il re Carlo III e la regina Camilla hanno ricevuto un’accoglienza trionfale alla Casa Bianca durante il ricevimento di Stato, con Donald Trump che ha gioito per l’importante incontro. L’evento si è svolto nella East Wing della residenza presidenziale, simbolo di un’amicizia storica rinvigorita tra Stati Uniti e Regno Unito, riporta Attuale.

Carlo III ha aperto il suo discorso con un tocco di humour britannico, sottolineando l’ispirazione che Trump ha tratto dalla sua visita a Windsor. Nel seguente brindisi, ha fatto riferimento all’attentato avvenuto durante la cena dei corrispondenti, elogiando le forze di sicurezza per la loro pronta reazione.

Trump ha condiviso le sue opinioni sul programma nucleare iraniano, affermando: “Carlo concorda persino di più con il mio punto di vista che non possiamo permettere che degli oppositori abbiano un’arma nucleare.” Questa conversazione ha avuto luogo nello studio Ovale prima del ricevimento e ha evidenziato l’alleanza strategica tra le due nazioni.

Il banchetto ha presentato una mescolanza di eleganza e tradizione, con decorazioni e piatti che riflettevano i legami culturali, tra cui un ‘consommé di erbe di primavera’ e sogliola alla mugnaia, enfatizzando la predilezione del re per la cucina italiana. Il dessert, un “alveare al cioccolato e miele”, ha simboleggiato la dolcezza nelle relazioni transatlantiche.

Nel tardo pomeriggio, durante un intervento al Congresso, il re ha sottolineato l’importanza dell’alleanza tra Stati Uniti e Regno Unito, una relazione che si basa su 250 anni di principi condivisi. “Le sfide che affrontiamo sono troppo grandi per essere risolte da una sola nazione”, ha dichiarato, enfatizzando la necessità di collaborazione.

Infine, il re ha donato a Trump una campana della HMS Trump, accompagnata da una battuta sul suo possibile utilizzo in caso di necessità, richiamando la storica tensione tra gli alleati, ma riaffermando la loro rinnovata amicizia.

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