Scandali e crisi economica mettono in difficoltà il governo di Javier Milei in Argentina

08.05.2026 16:25
Scandali e crisi economica mettono in difficoltà il governo di Javier Milei in Argentina

Argentina: crisi di governo per Javier Milei tra scandali e disoccupazione crescente

Negli ultimi giorni, il governo argentino del presidente Javier Milei si trova al centro di uno scandalo significativo, con accuse di appropriazione di fondi pubblici e un deterioramento della situazione economica. Dopo una vittoria schiacciante nelle elezioni di metà mandato, che aveva riportato una certa stabilità, il sostegno verso Milei è sceso rapidamente: dai 45 punti percentuali di approvazione a febbraio, oggi la sua popolarità è calata al 35%, secondo recenti sondaggi, riporta Attuale.

La crisi attuale è caratterizzata da una serie di scandali, in particolare quelli riguardanti il capo di gabinetto Manuel Adorni. Ex giornalista e portavoce di Milei, Adorni è stato accusato di mantenere uno stile di vita ben al di sopra delle sue dichiarazioni di reddito. Recenti indagini rivelano che ha speso oltre 850mila dollari per l’acquisto di immobili e viaggi di lusso, nonostante il suo stipendio ufficiale sia di 2.500 dollari al mese. Durante audizioni e conferenze stampa, Adorni ha fornito spiegazioni insoddisfacenti riguardo alla provenienza dei fondi, definendo la questione “privata”. La sua situazione è ulteriormente deteriorata con le testimonianze di imprenditori, come Matías Tabar, che ha confermato di aver ricevuto 245mila dollari in contanti da Adorni per lavori di ristrutturazione.

In mezzo a questo caos, il presidente Milei ha sorpreso molti difendendo Adorni e attirando critiche da oppositori e sostenitori. Accuse di aver creato un sistema di fondi occulti all’interno del suo governo hanno iniziato a circolare, rovinando l’immagine di rottura e “anticasta” che ha contribuito a renderlo famoso. Oltre a questi scandali, altri membri del governo sono stati coinvolti in situazioni simili, come un sottosegretario all’Economia costretto a dimettersi per non aver dichiarato beni negli Stati Uniti.

Dal punto di vista economico, il governo di Milei ha ottenuto una certa riduzione dell’inflazione, che è scesa dal 200% su base annua al 33%. Tuttavia, queste misure hanno comportato un calo del potere d’acquisto reale, con i salari in diminuzione e un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 7,5%. Queste problematiche economiche si accompagnano a uno scenario politico difficile, in cui Milei affronta crescenti pressioni interne, tra la sua cerchia di collaboratori e una stampa che accusa il governo di opacità. Per tentare di limitare le fughe di notizie, Milei ha revocato per un periodo gli accrediti stampa al palazzo presidenziale, un gesto raro in una democrazia.

Con il primo mandato di Milei che si avvicina alla sua metà, le sfide che il presidente deve affrontare potrebbero compromettere le sue ambizioni di rielezione. La situazione attuale, segnata da scandali e una crescita economica stagnante, potrebbe mettere in discussione la sua posizione, soprattutto considerando che le opposizioni peroniste, pur impopolari, potrebbero riacquisire slancio. Resta da vedere se il governo riuscirà a invertire questa tendenza e a riconquistare la fiducia degli argentini.

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