Sindrome di Alfa-gal: l’allergia alla carne rossa causata dalle zecche e il ruolo del cambiamento climatico

09.05.2026 13:45
Sindrome di Alfa-gal: l'allergia alla carne rossa causata dalle zecche e il ruolo del cambiamento climatico

Roma, 9 maggio 2026 – La sindrome di Alfa-gal, che provoca allergia alla carne rossa o ai latticini, è scaturita dal morso delle zecche, non solo dall’Amblyomma americanum “ma anche altre che si trovano in Italia”. Lo afferma Maurizio Ruscio, medico che ha diagnosticato il primo caso di malattia di Lyme in Friuli, riporta Attuale.

Sindrome di Alfa-gal, che cos’è

“Questa allergia – chiarisce – dipende dal fatto che la saliva delle zecche contiene al suo interno sostanze anestetiche potentissime, anticoagulanti, enzimi, oltre all’alfa galattosio, uno zucchero che si trova anche in altre sostanze, come la carne rossa, ma non solo. Così, quando una persona viene punta o morsa molte volte, sviluppa degli anticorpi. La reazione allergica si manifesta dopo aver consumato certi alimenti, ma non subito; si tratta di una reazione ritardata che si sviluppa diverse ore dopo, rendendo complicata la diagnosi”.

Quali sono gli alimenti che scatenano l’allergia

La reazione allergica non è limitata alla carne rossa, “poiché troviamo la stessa sostanza anche nella gelatina utilizzata in alimentazione, ad esempio per gli involucri delle medicine. Quindi, una reazione allergica può svilupparsi anche consumando farmaci o integratori. In generale, è complesso scoprire questa relazione”.

La scoperta americana

I primi a comprendere la situazione sono stati gli americani, “in pazienti trattati con antitumorale per il cancro al colon. La sindrome si manifestava solo sulla costa Est degli Stati Uniti, non sulla Ovest. Da questo è stata individuata la zecca responsabile, presente solo a Est, con successivi riscontri in Australia e Spagna”.

Cambiamento climatico e zecche

Secondo il dottor Ruscio, “dal 2019-20, è cambiato il paradigma. Le zecche sono diventate più numerose a causa dei cambiamenti climatici, causando un aumento delle punture, di cui nel 50% dei casi le persone non si rendono conto. A morsi ripetuti può svilupparsi la sindrome. Così, se prima si guardava con sorpresa a questa situazione, ora l’allergia Alfa-gal è diventata sempre più comune, diagnosticabile con esami del sangue per la ricerca di anticorpi. Recentemente, ha destato scalpore la morte di una persona negli Stati Uniti per choc anafilattico”.

I sintomi della sindrome Alfa-gal

Ma come si manifesta? Quali sono i sintomi? “Comincia dalle mani, con un prurito ritardato, che non si presenta subito dopo l’assunzione dell’alimento. È fondamentale comunicare al proprio medico questa allergia. È importante ricordare che tutte le nostre zecche possiedono nella saliva questa sostanza. Questi animali sono oggetto di studi significativi. Trasmettono una decina di malattie, la più nota delle quali è la malattia di Lyme, mentre la più grave è l’encefalite. Altre patologie includono febbre, rickettsiosi, anaplosmosi ed ehrlichiosi, caratterizzate da sintomi febbrili e, talvolta, manifestazioni cutanee”.

Le zecche a maggio: cosa sapere

Siamo a maggio, un mese piovoso. Cosa fanno le zecche in questo periodo? “Ahimè, inizia la stagione più intensa”, mette in guardia il medico. “Il rischio maggiore si presenta effettivamente in questo periodo dell’anno. Le larve consumano il primo pasto di sangue su un roditore e generalmente si infettano; dopo il pasto di sangue si trasformano in ninfe, molto piccole, di 2-3 millimetri, e responsabili del 95% delle malattie trasmesse all’uomo. Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici hanno alterato il calendario naturale; la crescita da uova a parassita adulto, che un tempo richiedeva due anni, ora avviene in un mese, e ciò ha contribuito all’aumento delle zecche”.

Allergia Alfa-gal, si guarisce?

Si può guarire da questa allergia? Finalmente una buona notizia: “Se una persona non viene morsa per un periodo sufficientemente lungo e quindi non entra in contatto con questa sostanza, l’allergia tende a diminuire progressivamente”.

Le precauzioni da prendere contro le zecche

Quali precauzioni adottare? Ruscio cita uno studio dettagliato realizzato negli Stati Uniti, in una zona infestata da zecche. Sono stati messi in atto diversi accorgimenti per ridurre il numero di questi parassiti. L’obiettivo è stato raggiunto, poiché le misurazioni prima e dopo gli interventi hanno mostrato un calo del 50%. Tuttavia, ciò che è emerso è che non sono diminuite le persone morse dalle zecche né le malattie. Questo dimostra che, prima di tutto, è fondamentale conoscere il problema e applicare misure di prevenzione. È necessario non sottovalutare questi aspetti. Lavorando in ambulatorio a Bologna, vedo casi di infezione contratti in città; non è necessario recarsi al Parco Talon per contrarle. Basti sfiorare le zecche, anche su un marciapiede dove sono appena passati dei cani. Pertanto, è fondamentale adottare le stesse precauzioni di quando si entra in erba alta o in boschi: coprirsi adeguatamente, utilizzare acaricidi sugli indumenti e repellenti sulla pelle. Dopo essere tornati a casa, nelle due ore successive, è consigliato lavarsi con una doccia e ispezionarsi attentamente.”

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