Accordo Ue su sanzioni contro coloni israeliani violenti e Hamas
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea hanno finalmente approvato sanzioni contro i coloni israeliani violenti nei confronti dei palestinesi. La decisione è stata facilitata dall’uscita di scena di Viktor Orbán, con il nuovo governo ungherese di Péter Magyar che ha rimosso il veto. L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha commentato su X: «Era ora che si passasse dallo stallo ai fatti», aggiungendo che «estremismi e violenza comportano conseguenze». Un «passo importante» è stato così definito dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, riporta Attuale.
I ministri dei Ventisette hanno concordato anche nuove sanzioni contro figure di spicco di Hamas. Le discussioni continuano sulla proposta franco-svedese di limitare il commercio dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. A fine aprile, Parigi e Stoccolma hanno presentato un documento alla Commissione europea, chiedendo di «considerare con urgenza** la fattibilità giuridica e pratica dell’introduzione di misure come dazi sui prodotti delle colonie e restrizioni all’importazione attraverso licenze di vendita». Al termine del Consiglio, Tajani ha dichiarato che «si aspetta una proposta della Commissione» e che il dibattito è attivo, con la necessità di valutare se servirà l’unanimità o una maggioranza qualificata.
Immediata è stata la reazione di Israele, con il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar che ha respinto «fermamente» la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. «L’Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento», ha attaccato su X, evidenziando che «è oltraggioso il paragone tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, un’equivalenza morale completamente distorta. Israele ha sempre difeso il diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria».
La proposta iniziale, presentata a settembre 2025 da Kaja Kallas, includeva sanzioni per i ministri della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e delle Finanze Bezalel Smotrich, ma per raggiungere una prima intesa è stato necessario escluderli dalla lista.