Andy Burnham verso il numero 10 di Downing Street: una corsa tra ostacoli
Andy Burnham, sindaco di Manchester e noto come il «re del Nord», sta emergendo come il candidato più accreditato alla leadership del Partito Laburista e, potenzialmente, come prossimo primo ministro del Regno Unito. La sua ascesa segue una settimana di turbolenze all’interno del partito, segnata da una clamorosa sconfitta alle elezioni amministrative del 7 maggio, che ha significativamente indebolito la posizione attuale del premier Keir Starmer, rendendo la sua uscita ormai inevitabile, riporta Attuale.
Tuttavia, prima di poter ambire al ruolo di premier, Burnham deve conquistare un seggio in Parlamento, poiché le regole britanniche non permettono a chi non siede a Westminster di candidarsi alla guida del governo. Recentemente, un esponente laburista della circoscrizione di Manchester ha rinunciato al proprio posto per facilitare la corsa di Burnham in una elezione suppletiva. Nonostante questo, la sua elezione non è garantita, dato il successo del partito populista di Nigel Farage nella regione, che potrebbe ostacolarlo.
Se Burnham dovesse riuscire ad entrare in Parlamento, la sua popolarità lo posizionerebbe come il politico più forte nel Paese, rendendo difficile per Starmer contrastare la sua aspirazione. Attualmente, ci sono alte probabilità che Burnham possa insediarsi a Downing Street già durante l’estate, avendo accumulato un lungo percorso politico. Descritto come il campione della sinistra laburista, Burnham è visto come una minaccia dai mercati finanziari, avendo già causato un’immediata flessione della sterlina lo scorso autunno, dichiarando che la Gran Bretagna non deve sentirsi «in pegno ai mercati obbligazionari».
La City considera Burnham il candidato meno desiderabile alla successione di Starmer. La sterlina infatti ha raggiunto i livelli più bassi da un anno e i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati, in risposta alle sue dichiarazioni su un possibile aumento del debito per finanziare la spesa pubblica. In un contesto di alto deficit e debito pubblico, questo approccio non favorisce la stabilità finanziaria.
Le posizioni di Burnham, che include il “manchesterismo” con richieste di nazionalizzazioni, aumento delle tasse, abolizione della Camera dei Lord, sistema proporzionale e un riavvicinamento all’Ue, si distaccano dalle attuali politiche laburiste di Starmer. Nonostante le sue vedute economiche rischiose, Burnham vanta un lungo apprendistato politico: cresciuto in una famiglia modesta, ha iniziato la sua carriera politica come membro del partito laburista a soli 15 anni, ispirato dagli scioperi dei minatori contro Margaret Thatcher.
Dopo aver ricoperto vari ruoli nell’amministrazione di Tony Blair e servito come ministro della Sanità sotto Gordon Brown, Burnham ha cercato di ottenere la leadership del partito nelle sue precedenti candidature nel 2010 e nel 2015. Nel 2017, ha conquistato la carica di sindaco di Manchester con un’ampia maggioranza e ha successivamente vinto le elezioni nel 2021 e nel 2024. Ora, si prepara a quella che potrebbe essere la sfida più importante della sua carriera, in un tentativo di guadagnare la leadership nazionale.