Modena, 17 maggio 2026 – Luca Signorelli, programmatore di software di Modena, ha bloccato un aggressore armato di coltello, saving diverse vite durante un attacco che ha visto un’auto lanciarsi a folle velocità contro i pedoni. L’uomo, mentre tentava di colpire Signorelli al cuore, ha invece inflitto un taglio alla testa, ma grazie alla prontezza di riflessi del modenese, l’aggressore è stato immobilizzato. Signorelli stava preparando un concorso per diventare insegnante tecnico professionale, riporta Attuale.
L’episodio è avvenuto in via Emilia, dove un’automobile ha travolto diversi passanti, lasciando un bilancio di otto feriti. Tra le vittime, c’è una donna gravemente ferita che ha subito la perdita di entrambe le gambe. Signorelli ha descritto la scena come “straziante” e ha affermato di sperare che i medici possano fare qualcosa per lei.
Dopo l’incidente, el Koudri è fuggito a piedi, ma Signorelli ha inseguono non pensando due volte, attirando l’attenzione degli altri passanti. “Alla fine mi sono dovuto letteralmente buttare a terra, non sapevo più cosa fare, e sono riuscito a evitarla”, ha raccontato un testimone dell’incidente, che si trovava a breve distanza dall’evento. “Ho visto l’auto sbandare, e le prime persone volare per terra, sono rimasto pietrificato”.
Il coraggio di intervenire
Signorelli, dopo aver assicurato l’incolumità della donna colpita, si è lanciato all’inseguimento dell’aggressore. L’uomo, cacciato dopo essere scomparso dietro una fila di auto, è riemerso agitato e armato di coltello. Signorelli non ha esitato ad affrontarlo, bloccando i suoi tentativi di colpirlo. “Mi ha sferrato due fendenti di coltello: uno diretto al cuore e uno alla testa. Sono riuscito a schivare il primo, mentre sul secondo sono arrivato a bloccargli il polso, neutralizzandolo,” ha dichiarato.
Diverse persone hanno guidato l’eroe modenese nell’immobilizzare l’assalitore fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Testimoni sul posto hanno confermato la drammaticità della scena, testimoniando la violenza dell’attacco e le sue conseguenze devastanti. “Tutte le persone che ho visto a terra avevano fratture e ossa rotte, ma subito dopo l’impatto erano vive, speriamo non ci siano vittime,” ha affermato Signorelli.
Il dubbio sulla natura dell’attacco
Signorelli ha commentato l’evento escludendo il movente terroristico: “No, non credo si sia trattato di un attentato. Se avesse voluto farlo, purtroppo avrebbe fatto molti più morti. Penso piuttosto che fosse ubriaco o sotto l’effetto di qualche sostanza.” Le indagini successive stanno ancora cercando di chiarire la dinamica completa di quanto accaduto quel giorno a Modena, mentre le autorità locali intensificano le misure di sicurezza nella zona.