La Realtà della Relazione tra Stati Uniti e Cina
Durante un summit recente, Xi Jinping ha impartito una lezione al Vecchio Continente mentre Mario Draghi criticava l’indecisione dell’Europa. L’incontro con Trump ha ribadito la centralità della relazione tra America e Cina, caratterizzata da una rivalità sistemica. Ogni superpotenza cerca di liberarsi da un’eccessiva interdipendenza per rafforzare il proprio potere negoziale. I sogni di una coalizione anti-Trump basata su alleanze euro-cinesi si sono infranti di fronte alla realtà. Le ragioni per cui Xi rispetta l’America sono evidenziate nel primo Rapporto Draghi già nel 2024, riporta Attuale.
Tra le evidenze della dipendenza reciproca, figura la delegazione di manager americani che hanno accompagnato Trump a Pechino, inclusi i leader di Apple, Meta, Cisco, Tesla/SpaceX, Nvidia, BlackRock, Goldman Sachs e Boeing. Questo gruppo rappresenta una concentrazione di potere economico e tecnologico che l’Europa non può eguagliare.
Xi ha definito la relazione USA-Cina come la più importante al mondo, contrastando le fantasie europee di un’alleanza strategica per isolare gli Stati Uniti. Ancora oggi, nessuno può ignorare l’importanza dell’America, il mercato più ricco e dinamico a livello globale, da cui la Cina continua a dipendere per l’accesso ai consumatori, nonostante un rallentamento delle esportazioni verso gli Stati Uniti.
La valutazione di Xi si basa su una comprensione chiara dei rapporti di forza: l’America continua a detenere il primo posto, mentre la Cina è al secondo. Fattori come il dinamismo economico, la rilevanza della moneta globale, le tecnologie avanzate, la capacità militare e il controllo delle risorse strategiche dimostrano il predominio statunitense, anche mentre Pechino accorcia le distanze. Il PIL americano e i progressi nel campo dell’intelligenza artificiale, tra gli altri indicatori, continuano a suscitare rispetto.
Xi può considerare Trump imprevedibile e l’Occidente decadente, ma riconosce l’importanza di mantenere relazioni con i leader americani. In un’epoca dominata dalla tecnologia, la competizione resta tra America e Cina, mentre l’Europa appare irrilevante. Stranamente, il partito comunista cinese, pur nella sua storicità, si dimostra meno anti-capitalista rispetto alla vecchia Europa, attualmente intenta a implementare normative punitive contro i giganti digitali americani.
Qualcuno ha cercato di insinuare che ci sia stata una sorta di tradimento nei confronti di Taiwan, ma dichiarando la sua contrarietà all’indipendenza dell’isola, Trump ha semplicemente riaffermato una posizione diplomatica americana storica: la Cina è una sola. Questa ambiguità strategica degli Stati Uniti diventa sempre più complessa con l’aumento delle capacità militari cinesi. Tuttavia, l’eventuale disimpegno americano nella regione stimola una nuova responsabilità da parte del Giappone, ora sotto la nuova premier Sanae Takaichi, pronta a occuparsi parzialmente della difesa di Taiwan, mandando un messaggio anche agli europei.