Chiara e i messaggi che scagionano Stasi: i carabinieri confermano l’assenza di movente nell’omicidio di Garlasco

24.05.2026 20:05
Chiara e i messaggi che scagionano Stasi: i carabinieri confermano l'assenza di movente nell'omicidio di Garlasco

Garlasco (Pavia) – Un episodio chiave nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, è emerso attraverso i messaggi sul computer scritti dalla vittima a pochi giorni dalla sua morte. Tra le frasi spicca la domanda: “Sei andato nel sexy shop che abbiamo visto insieme?”. Questo è il penultimo capitolo dell’informativa finale dei carabinieri di Milano, che esaminano il caso su delega della Procura di Pavia, mentre un nuovo sospettato, Andrea Sempio, rimane sullo sfondo, riporta Attuale.

L’assenza del movente per Alberto Stasi

Gli investigatori si concentrano sull’assenza di un movente per Alberto Stasi, già condannato, notando che non è emersa alcuna spiegazione plausibile per la sua presunta rabbia omicidiaria. Si evidenzia infatti che, “non è mai stato cristallizzato non solo il movente, ma almeno un contesto ipotizzabile nel quale possa essere maturata una rabbia omicidiaria così cieca”.

I carabinieri sottolineano come, nonostante le accuse legate a un presunto approccio sessuale respinto, ci siano elementi che dimostrano un legame significativo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, basando la loro analisi esclusivamente su prove concrete e non su speculazioni.

I messaggi sui video intimi nella chat Msn del settembre 2006

Le chat Msn del settembre 2006, già esaminate, mostrano chiaramente che Chiara e Alberto vivevano la loro relazione con “totale complicità affettiva e sessuale”. Questi scambi dimostrano non solo che Chiara sapeva del consumo di materiale pornografico da parte di Stasi, ma anche che tra i giovani non esisteva tensione su tale argomento, con Stasi che si sentiva libero di discuterne.

La chat tra l’1 e il 2 agosto, quando Stasi era a Londra

Nel periodo in cui Stasi si trovava a Londra, è stata analizzata una chat tra i due fidanzati risalente all’1 e 2 agosto. Durante questa conversazione, si fa riferimento ai sex toys che Alberto avrebbe acquistato per la coppia, evidenziando l’interazione attiva di Chiara nel discutere le preferenze. I carabinieri concludono che le insinuazioni riguardo a un possibile legame tra l’omicidio e la pornografia sono ingannevoli, tese a distorcere la verità dei fatti.

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