La controversa mozione che impegnava il governo a rivedere gli obiettivi “ambiziosi” di spese militari incrementate fino al 5% è stata firmata dai quattro capigruppo del centrodestra al Senato. Risultato di un’incomprensione iniziale, il testo è stato successivamente modificato in una versione più cauta, riporta Attuale.
Fonti all’interno della maggioranza indicano che l’errore nella formulazione del documento possa essere ascritto all’ufficio legislativo di Forza Italia, il quale ha presentato una bozza che non ha trovato consensi interni.
Come nasce il testo
La proposta di una mozione per rivedere la posizione della maggioranza sulle spese militari è emersa in preparazione al dibattito del 19 maggio, quando le mozioni dell’opposizione hanno chiesto di ripensare gli impegni militari a favore di aree come energia, sanità e istruzione. L’intento era di garantire che il testo della maggioranza rispettasse la delicatezza del tema, dimostrando che anche il centrodestra considera prioritari i costi energetici rispetto agli armamenti.
È stato quindi assegnato il compito agli uffici di Forza Italia di redigere un testo che affermasse come l’impegno del 2% del Pil per la Difesa in ambito Nato sia “realistico e credibile” e che sia necessario rivedere gli “obiettivi più ambiziosi” alla luce della situazione economica. Il documento è stato inviato al governo e, sebbene non sia chiaro se ci siano state incomprensioni nella valutazione iniziale, entro le 10 di mattina la notizia è diventata pubblica, suscitando scalpore. Di conseguenza, nel pomeriggio, è arrivata una retromarcia significativa.
Il ruolo di Crosetto
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha tempestivamente contattato i capigruppo al Senato per chiarire, “in modo netto”, che una mozione riguardante obiettivi NATO, in un momento in cui non è ancora evidente se l’Italia si ritirerà dai prestiti Safe, potrebbe complicare seriamente i rapporti con l’Alleanza atlantica, indipendentemente dalla decisione finale.
Il vertice Nato
La situazione si fa complessa in vista del prossimo vertice Nato del 6 e 7 luglio ad Ankara, dove la presenza della premier Giorgia Meloni è confermata, ma il clima nei confronti dell’Italia si preannuncia teso, soprattutto se sarà presente anche il presidente americano Donald Trump.
Le tensioni riguardanti le spese militari non accennano a placarsi, con Guido Crosetto convocato alla Camera per un question time su Safe il 20 maggio. Inoltre, il ministro Giancarlo Giorgetti sarà impegnato in Europa per discutere una maggiore flessibilità sulle spese energetiche, eventuali considerazioni che potrebbero influenzare anche gli impegni militari.