Italia chiede ufficialmente scuse a Israele per il trattamento dei manifestanti

21.05.2026 07:35
Italia chiede ufficialmente scuse a Israele per il trattamento dei manifestanti

Mattarella condanna il trattamento inaccettabile riservato a manifestanti italiani in Israele

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso una ferma condanna nei confronti del “trattamento incivile” riservato a cittadini italiani fermati illegalmente in acque internazionali da parte di Israele. Le sue parole, pronunciate nel pomeriggio, arrivano dopo la diffusione di un video choc in cui il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir deride gli attivisti ammanettati. Questa dichiarazione segna un punto di non ritorno nelle relazioni diplomatiche tra Italia e Israele, riporta Attuale.

Il governo italiano, sotto la guida della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, aveva già preso posizione. In una nota ufficiale, hanno richiesto “scuse ufficiali per il trattamento riservato ai manifestanti” e convocato d’urgenza l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled. Nonostante la cena ufficiale con il primo ministro indiano Modi in corso, il governo ha dovuto rispondere rapidamente a quanto accaduto, abbandonando la cautela dei giorni precedenti.

La crisi si è intensificata con l’ufficializzazione della posizione del governo italiano, che ha ritenuto inaccettabili le immagini del ministro Ben-Gvir e ha dichiarato inammissibile il trattamento inflitto ai manifestanti, molti dei quali italiani. “Queste immagini sono inaccettabili ed è inammissibile che questi manifestanti vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi e della Farnesina.

Antonio Tajani ha posto l’accento sul superamento di una “linea rossa” da parte di Israele, promettendo che “quanto accaduto non ci spinge alla tolleranza”. Il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo, ha definito “ingiustificabile la condotta di Ben-Gvir”, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ricordato all’esponente israeliano che l’Italia “soccorre le persone, non le arresta in acque internazionali”. Un coro di indignazione si è levato anche dalla comunità ebraica italiana, con la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, che ha definito il trattamento “inaccettabile e grave”.

Le opposizioni, a loro volta, stanno esercitando pressioni sul governo per adottare misure concrete contro Israele. Elly Schlein ha esortato l’esecutivo a rimuovere il veto che blocca l’Unione Europea dal sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Anche Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle ha chiesto sanzioni, sottolineando la necessità di azioni tangibili piuttosto che semplici dichiarazioni. Il governo ha annunciato che valuterà le iniziative più opportune e che sono sul tavolo diverse opzioni, inclusa la proposta franco-svedese di un blocco sui beni prodotti dai coloni nei territori occupati.

Le decisioni future di Israele riguardo agli attivisti sequestrati saranno cruciali non solo per risolvere questa situazione, ma anche per il futuro delle relazioni tra due governi che fino a ieri sembravano storicamente alleati. La tensione che si è creata ha il potenziale di influenzare significativamente i rapporti diplomatici e le alleanze in un contesto geopolitico già complesso.

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