Attivista bolognese sequestrato in Israele: familiare denuncia umiliazioni e Governo italiano chiede scuse

20.05.2026 16:55
Attivista bolognese sequestrato in Israele: familiare denuncia umiliazioni e Governo italiano chiede scuse

Ashdod: Attivista bolognese tra i manifestanti intercettati durante la visita di Ben-Gvir

Roma, 20 maggio 2026 – Inginocchiati a terra, legati, bendati, umiliati ed esposti come trofei durante la visita del ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod. Tra questi ci sarebbe anche il bolognese Alessio Catanzaro, 30 anni, dottorando in Fisica all’Imt di Lucca, tra i primi attivisti della Global Sumud Flotilla intercettati e presi lunedì mattina al largo delle coste cipriote. “Siamo angosciati – afferma Luisa Cicognetti, madre di Alessio -. Abbiamo visto i video che li ritraggono ammanettati ai polsi con le fascette, vessati e forse li avranno anche malmenati. Alessio se lo aspettava, prima di partire era stato preparato a questa eventualità dalla Flotilla, però mio figlio è forte e penso, spero, che ne uscirà bene”, riporta Attuale.

Mamma Luisa e papà Raimondo provano “indignazione e rabbia nei confronti del Governo italiano. Essere arrivati fino a questo punto è vergognoso – dice Cicognetti -. L’interesse da parte delle nostre istituzioni è stato tardivo e ipocrita”. Intanto, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno chiesto “scuse immediate” per il trattamento riservato ai manifestanti e annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano per chiarimenti formali. “Il Governo italiano – aggiungono Meloni e Tajani – sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti”.

Mamma Luisa teme che gli attivisti, tra cui suo figlio, vengano trasferiti “nel carcere duro di Ashkelon – ammette visibilmente preoccupata -. Da Israele ci aspettiamo di tutto: potrebbero essere malmenati e brutalizzati dai soldati israeliani”. Sono ore di grande apprensione per i coniugi del bolognese che si stanno facendo forza, nonostante la situazione che coinvolge il figlio. Fin da subito hanno potuto contare sul sostegno e sull’affetto delle comunità locali e di origine. “Il Comune di Bologna fino alle nostre rispettive comunità di origine, mantovana e siciliana, ci stanno dimostrando profonda solidarietà e vicinanza. Una grande catena di umanità che non ci fa sentire soli”.

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