La portaerei Nimitz degli Usa arriva nei Caraibi mentre si intensificano le pressioni su Cuba

21.05.2026 22:35
La portaerei Nimitz degli Usa arriva nei Caraibi mentre si intensificano le pressioni su Cuba

Cuba tra aggressioni politiche e strategie militari

L’incriminazione di Raúl Castro ha intensificato le pressioni da parte dell’amministrazione statunitense contro Cuba, con l’ex presidente Raúl Castro sotto tiro e la portaerei nucleare Nimitz inviata nel Mar dei Caraibi meridionale per dimostrare forza. Secondo Marco Rubio, Cuba ha accettato l’offerta statunitense di aiuti umanitari del valore di 100 milioni di dollari, riporta Attuale.

Il presidente Donald Trump ha paragonato l’attuale situazione cubana a quella del Venezuela, sperando di replicare l’«scenario perfetto» della cattura e prigionia di Nicolás Maduro. Tuttavia, l’opinione pubblica si chiede se una transizione simile possa effettivamente avere luogo a Cuba, un paese storicamente diverso dal Venezuela.

La strategia proposta, nota come «modello Caracas», prevede la rimozione del leader supremo con il mantenimento in carica di funzionari di medio rango per garantire stabilità e la messa in atto di accordi economici con i nuovi dirigenti. In Venezuela, dopo la cattura di Maduro, il regime oppressivo sembra abbia ceduto il passo a un nuovo governo meno democratico, ma allineato con gli interessi statunitensi, mentre a Cuba la situazione è complessa e divergente.

L’Avana, infatti, presenta caratteristiche uniche rispetto a Caracas e presenta forti resistenze interne. Gli esiliati cubani, molti dei quali hanno raggiunto posizioni di potere negli Stati Uniti, esercitano notevole influenza e sono in grado di opporsi a qualsiasi soluzione che non preveda un cambio radicale del regime cubano. Hugo Cancio, imprenditore cubano-americano, ha affermato che Trump punta a un immediato cambio di governo sull’isola.

A differenza del Venezuela, dove gli esuli hanno creato una rete politica integra, la comunità cubana negli Stati Uniti vanta undici membri del Congresso, molti dei quali attivamente coinvolti nel sostenere sforzi per rovesciare il regime cubano. Si stima che la comunità cubana di Miami non accetterebbe una transizione al potere che non comporti un cambiamento netto e radicale.

Eliminato il «modello venezuelano», si considerano anche possibili interventi militari, suscettibili di innescare scenari caotici. Le questioni relative a militari cubani e alla reazione della popolazione, fortemente provata dopo decenni di assenza di democrazia, rimangono incerte.

La rivoluzione cubana è al potere dal 1959 e, a differenza del fenomeno chavista, l’opposizione politica in Cuba è debole e frammentata. Le richieste di democrazia tra la popolazione cubana si tradurrebbero in una ricerca di un nuovo inizio piuttosto che un ritorno a un potere che era in gran parte sotto il controllo statunitense prima della rivoluzione. Anche i giovani cubani, pur riconoscendo i malesseri socioeconomici, sono consapevoli della storia, e l’idea di un’occupazione americana susciterebbe vaste resistenze.

Infine, Trump cerca una vittoria politica e il direttore della CIA ha espresso ultimatum nei confronti delle autorità cubane durante una visita a L’Avana. Tuttavia, una risposta dura a queste minacce non è da escludere mentre l’Avana affronta gravi difficoltà, fra cui la scarsità di carburante.

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