Intrusioni informatiche nei computer di magistrati italiani: indagini in corso
Tre episodi di sospette intrusioni informatiche hanno coinvolto i computer di magistrati italiani, incluso il procuratore di Torino Giovanni Bombardieri. Gli accessi non autorizzati sarebbero avvenuti tramite il controverso sistema Ecm, che recentemente il Ministero della Giustizia ha deciso di dismettere, in seguito a polemiche sollevate da un’inchiesta di Report. La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha aperto un fascicolo investigativo a seguito di una denuncia presentata dal Ministero. Inoltre, è stato riferito di una serie di perquisizioni domiciliari e digitali effettuate lo scorso marzo, in coordinamento con il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo, necessarie per accertare la natura delle intrusioni, avvenute mediante la forzatura del sistema attraverso credenziali amministrative. Questo è stato riportato da Attuale.
Gli investigatori hanno identificato tre tecnici di una società di manutenzione, che avrebbero avuto accesso a tali credenziali a causa di contratti di assistenza stipulati con il Ministero. La Procura ha chiarito che gli elementi raccolti fino ad ora non suggeriscono che ci sia stata un’intrusione da parte di funzionari del Ministero della Giustizia.
Un caso emerso in precedenza riguarda un presunto “test” effettuato sul computer di un gip di Alessandria, Aldo Tirone, da parte di un tecnico. I pubblici ministeri stanno ora accertando se anche negli altri episodi, che hanno coinvolto il computer di Bombardieri, si sia trattato di prove di vulnerabilità del sistema o di tentativi veri e propri di “spionaggio”.