Autopsie sui sub italiani morti alle Maldive, indagini per omicidio colposo in corso

24.05.2026 06:05
Autopsie sui sub italiani morti alle Maldive, indagini per omicidio colposo in corso

Saranno probabilmente eseguite a cominciare da oggi pomeriggio a Pavia le autopsie sulle salme dei cinque sub italiani morti alle Maldive. Le salme di Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal e di Federico Gualtieri e Muriel Oddenino, arrivate ieri a Malpensa, e quella di Gianluca Benedetti attualmente si trovano all’obitorio di Gallarate. Sempre oggi è previsto l’arrivo di tutti i materiali recuperati nelle grotte dell’atollo di Vaatu: dalle telecamere GoPro alle attrezzature sub, sarà tutto posto sotto sequestro, riporta Attuale.

L’INDAGINE

A indagare il sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Alessandra Calcaterra su delega della Procura di Roma. Il fascicolo ipotizza il reato di omicidio colposo, per ora contro ignoti. Oggi in udienza verranno conferiti gli incarichi ai periti e le parti lese potranno nominare i consulenti di parte. La prima autopsia sarà quella del capobarca Benedetti, il primo a essere stato riportato in Italia. Gli incarichi andranno a Luca Tajana dell’Istituto di medicina legale di Pavia, alla tossicologa Cristiana Stramesi e all’anestesista Luciano Ditri. Le indagini mirano a ricostruire l’organizzazione delle crociere, come quella organizzata a bordo della Duke of York, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti. Nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero sentire altre persone che si trovavano in zona.

MISSIONE PRIVATA

Intanto l’entomologo forense e docente del Distav-Unige Stefano Vanin ha precisato di aver chiarito agli investigatori della squadra mobile di Genova la natura della missione nella grotta di Hekunu Kandu. Lui e la professoressa Montefalcone avevano chiesto l’autorizzazione all’Università per farsela riconoscere, mentre con Albatros erano stati stipulati singoli contratti, da ognuno, come privati. In ogni caso, sempre secondo il docente, l’Ateneo non avrebbe autorizzato immersioni. Nei giorni scorsi si era anche parlato di un’interlocuzione tra l’Università e l’associata di Ecologia prima della tragedia. Vanin, che ha consegnato alla polizia hard disk, computer, telefoni e chiavette delle vittime, si trovava alle Maldive perché impegnato in un’altra attività di ricerca, ovvero nel campionamento di ditteri e altri insetti.

LA VERSIONE DI UNIGE

Il professore sembra quindi confermare la versione di UniGe, che dopo la tragedia aveva parlato di un’attività di immersione subacquea che “non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”. Le mail scambiate tra la prof e il Distav serviranno come controprova. Tutto il materiale raccolto a Genova confluirà nel fascicolo della pm Lucia Lotti.

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