Israele in crisi: raid intensificati e oltre 72 mila morti a Gaza
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – La situazione al confine con il Libano e a Gaza continua a deteriorarsi, con gli israeliani in stato di allerta per le costanti aggressioni dei paramilitari di Hezbollah. Negli ultimi giorni, l’aviazione israeliana ha intensificato i bombardamenti, soprattutto sulla Striscia di Gaza, dove l’esercito ha ucciso cinque persone, tra cui una bambina di sei anni. Il bilancio totale delle vittime dall’inizio dell’offensiva, avviata dopo gli attacchi del 7 ottobre, ha ormai superato i 72 mila morti, con le conseguenze devastanti di una guerra protratta.
L’unico cessate il fuoco che potrebbe attrarre l’attenzione di Donald Trump è quello relativo agli accordi con l’Iran, che dipendono dalle sue decisioni dirette. Trump ha dichiarato di non essere in fretta: “voglio un accordo grandioso, altrimenti niente“. Attraverso il suo social media Truth, ha esortato i Paesi del Golfo a unirsi agli Accordi di Abramo, qualora dovesse essere raggiunto un accordo con Teheran, ritenendoli superiori ad altre intese di pace nel mondo arabo.
I sauditi, tuttavia, continuano a ribadire che qualsiasi passo verso il riconoscimento dello Stato di Israele deve essere preceduto dalla creazione di un percorso irreversibile verso un Stato palestinese. Questa posizione è stata confermata anche recentemente durante un’intervista con la Cnn.
Nel frattempo, la coalizione attualmente al governo di Gerusalemme ha fatto pochi progressi verso una soluzione pacifica, concentrandosi piuttosto su misure come l’annessione della Cisgiordania e l’espansione delle colonie. Yair Lapid, leader dell’opposizione, ha affermato che la soluzione dei due Stati non è una priorità, dichiarando: “ne ho parlato con Naftali Bennett e posso affermare che non fa parte dei nostri programmi“. Inoltre, ha avvertito che questo non sarà l’ultimo conflitto con l’Iran, poiché l’accordo in discussione è considerato dannoso per Israele e per la regione.
Recentemente, Netanyahu ha ordinato di intensificare i bombardamenti contro Hezbollah, mentre lui stesso ha richiesto cure in ospedale per problemi dentali. Nonostante i negoziati in corso, le trattative sul programma nucleare iraniano continuano, con stime che indicano che potrebbero essere necessarie ancora settimane per raggiungere un accordo definitivo. Secondo il rapporto di Al Arabiya, l’Iran sarebbe disposto a trasferire 460 chilogrammi di uranio arricchito in Cina, materiale sufficiente per costruire decine di testate nucleari.
Il clima rimane teso in tutta la regione, con i cittadini che temono un ulteriore escalation della violenza. Le conseguenze umanitarie della guerra continuano ad aggravarsi, rendendo necessaria una risoluzione duratura al conflitto. Ora, mentre i negoziati proseguono, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione la situazione in Medio Oriente, riporta Attuale.